22. Luglio 2008

Fatti, non pugnette! Sottotitolo: “Prete, fatti le pugnette!”

Papa Benedetto XVI durante la giornata mondiale della gioventù è tornato sulla questione dei preti pedofili. Ha condannato, ha chiesto scusa e ha cercato di confortare le vittime. Come, del resto, faceva di tanto in tanto quando era solamente prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. In pubblico ferma disapprovazione e sincero cordoglio. Però poi, nell’ombra delle canoniche e delle diocesi, venivano fatti girare documenti ambigui come il famigerato De Delictis Gravioribus.

Però anche all’interno del mondo cattolico c’è chi ormai si e stufato di sentir ripetere ogni volta sempre le solite manfrine: le vittime dei preti pedofili oltre che chiedere giustizia, rivendicano l’abbandono di questa pomposa retorica in favore di gesti concreti.

Come quello che intende fare Belladonna, ventisettenne pornostar americana, giunta a Sydney in occasione del Sexpo, poche ore dopo la partenza del pontefice. L’attrice di pellicole per adulti ha dichiarato di voler offrire gratuitamente 300 dei suo film alla chiesa cattolica australiana e la sua personale consulenza per educare i preti ad un sano controllo delle pulsioni sessuali e lo stress, spiegando loro la differenza tra le fantasie sessuali e il sesso nella vita reale.
Perché secondo Belladonna, finché le gerarchie ecclesiastiche non faranno i conti una volta per tutte con i bisogni sessuali e i desideri del clero (leggi: abolizione dell’obbligo della castità), la piaga della pedofilia non sarà mai debellata.

Preti di tutto il mondo, munitevi di eMule, e scaricatevi i film di Belladonna (un titolo su tutti: Bella loves Jenna, probabilmente il più conosciuto), poi pugnette fino a diventare ciechi.
Purchè vengano lasciati stare i bambini.

Fonte: NEWS.com Australia
Foto: enterbelladonna

04. Giugno 2008

Bizzarro Film Festival 2008

Bizzarro Film Festival 2008L’afoso pomeriggio nella feconda e disinibita terra romagnola era pregno di promesse.
Una volta identificato il luogo delle proiezioni di questo curioso Festival, però, ho temuto di aver fatto un buco nell’acqua: un grande striscione, poche auto parcheggiate, tanti tavolini all’aperto, quasi vuoti. Si e no trenta persone. Una volta seduto però sono stato preso. Preso dall’aria di artista che tirava. Dai volti espressivi, dall’abbigliamento strano dei personaggi.
Ma poi si sa, fuori dal circuito mainstream un qualsiasi film festival rischia di attirare solo gli addetti ai lavori, più pochi amici e conoscenti lasciando le sale mezze vuote.
Accade anche per il Bizzarro Film Festival: a dispetto della promozione artistica legata ai temi della trasgressione che si propone l’Associazione Culturale Bizzarro d’Autore, non erano presenti orde di sbracati guardoni, giunti seguendo il richiamo di visioni estreme.
Mi sono rilassato ed ho ordinato un aperitivo dello stesso colore dei lunghi capelli della ragazza che stava alla reception magrissima, diafana, strizzata in un rigido corsetto/guepiere. Mi ha gentilmente invitato a tesserarmi per poter partecipare alle proiezioni. Ho diligentemente compilato il modulo e pagato la quota, in cambio ho ricevuto una tessera, un foglio con i titoli ed una piccola matita per votare.
Sorso dopo sorso arrivavano personaggi sempre più strani, occupando tutti i tavoli e sedie disponibili. Le proiezioni sono iniziate con oltre un’ora di ritardo, ma il tempo è trascorso piacevolmente tra occhiate, foto scattate quasi di nascosto, conversazioni rubate e drinks freschi e leggeri. Insomma mi sentivo un privilegiato a cui era toccata una inaspettata fortuna. Leggi tutto il post …

26. Maggio 2008

Sbatti la mutanda in prima pagina

Lisa Dalla Via, Marianne Puglia, StreakerNella stampa italiana c’è qualcosa che non va. Oppure sono i lettori che hanno qualche problema.

Notizie che all’estero trovano posto solo nelle pubblicazioni più gossippare da noi guadagnano ampio risalto sui maggiori quotidiani nazionali: per la Rachel che lavora nel porno e si sta per laureare alla Sorbona, in Francia l’imperativo è chissenefrega mentre noi italiani qui tutti a darci di gomito e fare dei sorrisini maliziosi grandi così.

In Inghilterra il raid streaker di Coverciano sarebbe stato raccontato solo da qualche tabloid mentre qui in Italia gli è stato dedicato il paginone, con tanto di foto, nel secondo giornale più letto della nazione.

Ma che notizia è? Quale rilevanza ha ai fini della preparazione della nazionale di calcio?
E’ solo un’immessa marchetta a quel programma spazzatura che è Lucignolo. La trasmissione che pubblicamente tutti gli italiani ricusano ma che nella solitudine dei loro salottini aspettano come appuntamento fisso.

12. Maggio 2008

La lezione di Terry Richardson

Annie by Terry RichardsonAcquistare una macchina fotografica seria, ad alta definizione, magari una reflex digitale da 10 megapixel, è una spesa ormai alla portata di quasi tutti: con 700/800 € si può mettere le mani su strumenti in grado di soddisfare anche i fotografi più esigenti.
Ma basta questo per fare una buona foto?
No. E tanti grandi maestri lo insegnano.
Terry Richardson, uno su tutti, se ne sbatte allegramente della perfezione formale, del bello costruito ad arte, della location mozzafiato.
Ad esempio lo scatto di Batman e Robin che si baciano, oppure le foto con la cricca di Jackass: sfondo bianco e definizione simile a quella che si otterrebbe con una macchinetta usa e getta.
Eppure rappresentano lo scatto perfetto.
Si può cogliere la grandezza dell’artista anche sfogliando il magazine on line Richardsonmag. Prendiamo il servizio dedicato ad Annie, nel numero A2. Il messaggio di Terry Richardson è chiarissimo: me ne fotto della perfezione, sono altre le cose che fanno di una foto, una bella foto. E della perfezione se ne disinteressa talmente da farci conoscere anche quali sono gli shot che ha scartato, cancellandoli con un pennarello, e quelli che non lo convincono del tutto. Non contento inserisce nella serie due elementi di disturbo: due attempati naturisti e un David Hasselhoff, versione Baywatch, connotato da un make up molto femmineo che gli conferisce un aspetto plastificato.
La lezione di Terry Richardson è inconfutabile: non è lo strumento o la tecnologia a determinare la bravura di un fotografo ma il suo estro, la sua sensibilità, il suo saper cogliere.
In curiosa attesa del nuovo numero di Richardsonmag, strizzo l’occhio alla mia fotocamera sulla scrivania, promettendole follie.

01. Aprile 2008

La nuova Gazzetta dello Sport e la qualità dell’informazione

Gazzetta dello SportDal 29 marzo scorso è in edicola una Gazzetta dello Sport tutta rinnovata. Nelle forme e nei contenuti.

C’è da sperare, però, che la sbandata gossipara dell’intervista alla pornostar bresciana Elena Grimaldi, in cui si leggono i retroscena piccanti (capirai!!!) del suo rapporto con i calciatori, sia un episodio assolutamente isolato: quello che la gente vuole dalla Gazza (o la Rosa) è ben altro. Notizie di sport, solo sport. Ai lettori della Gazzetta dello Sport non interessano gli spot dell’ennesima poveretta che cerca un po’ di visibilità utilizzando metodi per altro già molto inflazionati.

Signor Candido Cannavò, lei che ha guidato per tanto tempo la gloriosa testata giornalistica intervenga, per evitare il ripetersi di questo scempio. Lasciamo questo genere di incombenze a Lucignolo. Per favore.

Che poi, allargando il discorso anche agli altri giornali, in Italia faccia più notizia la candidatura di gente legata al mondo del porno (vedi Andrea Verde, che in un certo senso rimpiazza l’esclusa Federica Zarri) delle balle e degli inciuci a cui ci ha esposto l’attuale sistema elettorale è una piaga a cui andrebbe posto rimedio al più presto.

Many tnx to Jaquen for his photo.

28. Marzo 2008

Galline in politica

Daniela Santanchè Alessandra Mussolini

Daniela Santanchè fotografata da Bruno Bisang per il suo calendario sexy. Alessandra Mussolini sulla copertina di Playboy IT.
Dopo le necessarie presentazioni la parola alle protagoniste:

Daniela Santanchè: «Donne non votate Berlusconi perché non ha rispetto per le donne e ci vede solo orizzontali, mai verticali».
Alessandra Mussolini: «È una donna politicamente orizzontale, stia zitta. E’ sempre stata protetta a discapito del merito. Prima con un posizionamento d’onore nel listino bloccato, dietro a Fini e ora scelta come candidato premier da un protettore politico. Non sta certo a me difendere Berlusconi, del quale sono note la galanteria nonché il rispetto delle donne in politica come nella società. Fossi in lei eviterei di cercare la polemica con lui su questo argomento: rischia il grottesco».
Daniela Santanchè: «Abbiamo visioni diverse. A me non piace parlare male delle donne. Ma vorrei sapere cosa pensa suo nonno di Alessandra Mussolini. Penso che si rivolterebbe nella tomba a vederla fare la valletta di chi ha definito il fascismo il male assoluto».
Alessandra Mussolini: «Proprio stanotte ho sognato mio nonno Benito e mi ha detto cosa pensa di lei. Dopo che Fini parlò del fascismo come male assoluto la Santanchè venne eletta senza un voto grazie a Fini. Qualcuno le spieghi che non è necessario parlare quando non ci si rende conto di dire fesserie».
Daniela Santanchè: «Te lo rivelo io cosa ti ha detto il nonno Benito in sogno. Mia amatissima nipotina dovevi essere proprio tu e non la Santanchè a ricordare agli italiani che senza Mussolini non ci sarebbero stati il salario garantito, l’Inps, i diritti per le donne, Cinecittà, Marconi, Pirandello, D’Annunzio, la grande architettura e le grandi bonifiche. Ti perdono mia carissima Alessandra perché non sai quello che fai e con chi stai anche perché senza Mussolini neppure il tuo Fini sarebbe mai esistito politicamente».
Alessandra Mussolini: «Quando lei organizzava scodinzolante convegni a favore dell’ingresso di An nel Ppe e il suo attuale capo pensava al Laziogate, io venivo eletta con oltre 130.000 preferenze in Europa. Non giochi con il fascismo. Non basta una lettura veloce del Bignami o un appunto scritto da altri per poterne parlare ad una abituata al Billionaire».

Coccodè! Coccodè! Coccodè!

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