16. Luglio 2008

Gianni Solla, Airbag

Gianni Solla, AirbagVolendo ridurre a tre concetti fondamentali il primo romanzo di Gianni Solla, il sempre eccelso portinaio di  Hotel Messico, si fa molto presto:

  1. l’animale uomo ha dimenticato (sarebbe più corretto “ha scelto di dimenticare”) come gestire gli attacchi d’ira e le più basilari regole della convivenza civile
  2. la televisione, sopratutto quella per cui i grandi network si scannano nella lotta degli indici auditel, è gestita in maniera criminale per fotterti il cervello
  3. il solo modo di evadere dal solitario squallore della propria vita per molti è accettare di vivere il modello imposto dalla pubblicità

Un romanzo iperglicemico solo negli snack che ingolla in gran quantità il protagonista: anche le pagine di airbag si avvalgono delle precise e dolorose rasoiate a cui ci ha abituato Hotel Messico.
Un libro che si fa leggere tutto d’un fiato e che sicuramente lascerà il segno come una macchia di sugo bisunto sulla parete biancaimmacolata  della cucina.  E lascerà il segno non solo perchè l’agomento call center è in gran voga ultimamente.

Non si può non citare il passo in si cui descrive l’arte di Nan Goldin, una delle fotografe più ammirate in questo blogghetto:

Le fotografie di Nan Goldin rappresentano per lo più se stessa mentre aveva rapporti sessuali con uomini, oppure la sua faccia tumefatta in primo piano dopo essere stata pestata dal suo uomo. Le foto sono scattate in appartamenti di gente scannata, in motel da pochi soldi. [...] Il linguaggio violento utilizzato da Nan Goldin nelle sue fotografie era intriso di forza e bellezza, non come quelle stronzate di quadri dipinti da pittori incapaci, senza motivazione, privi di elevazione artistica.

01. Luglio 2008

La situazione è sotto controllo

Sono stato intercettato e devo rispondere alle domande della polizia.
Mi chiederanno sicuramente che fine hanno fatto le due modelle che avevo contattato.
La mia posizione sarà chiarita al più presto. Perchè ho un alibi di ferro e soprattutto non hanno prove contro di me. E se anche qualcosa dovesse andare storto il capo della polizia ha detto che la giustizia italiana non prevede la certezza della pena, ma una sostanziale certezza dell’impunità.

Intanto, per ingannare l’attesa, si può rileggere qualcosa:

La foto è di Malagent.

28. Aprile 2008

Il principe azzurro è uno stronzo

Rupert Everett la voce del Principe Azzurro in ShrekIl principe azzurro non esiste.
Il principe azzurro è solo un uomo come gli altri, pieno di difetti come gli altri.
Ma soprattutto non ha la benché minima idea di cosa fare per salvare la principessa.
Uno stronzo come tanti, che se la darà a gambe alla prima occasione.

Consigliato alle donne: La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro di Grad Marcia, Edizioni Piemme (collana Bestseller). Perchè gli uomini sono davvero stronzi.

Si potrebbe consigliare anche agli uomini: sarebbe bello lo leggessero, imparando qualcosa, soprattutto a non fare più gli stronzi. (Magari fosse così semplice). In realtà la suddetta lettura, nei maschi non sortisce l’effetto sperato.
Io stesso, dopo poche ore aver letto questo libello, trovato sul cuscino del letto di una donna che soffre per uno dei tanti principi azzurri (e che mi ospitava temporaneamente), ci ho messo del mio per rientrare a pieno titolo nella casistica del principe azzurro stronzo.
Forse perché ho letto solo la prima parte.

22. Febbraio 2008

Hollywood Bau - Dimmi cosa vedi

Hollywood Bau - Dimmi cosa vediHollywood Bau (Holly) dopo una fortunata carriera da pornostar, chiude con il suo passato e, con l’amica Alyson e il pinguino parlante Pepe, apre un motel situato in mezzo al deserto, il Morlako Resort. La morte violenta del fidanzato della sua migliore amica è il fattore scatenante di una implacabile furia vendicativa. Hollywood Bau torna ad essere una lottatrice indomabile, che non si placherà fino a che non sarà fatta vendetta.
Dimmi cosa vedi ha ambientazione cyberpunk alla Do Androids Dream of Electric Sheep? di Philip K. Dick. In comune ha pure la controversa figura del predicatore/santone che mira ad aumentare il numero di adepti dei quali tenere sotto controllo la mente. Non si può sbagliare chiave di lettura se si considera che il nome della città dove è ambientata la vicenda è Etemenanki, è biblicamente il nome della famosa torre di Babele.
Riferimenti al futuro si contrappongono a riferimenti al passato, senza tralasciare il presente: tra le varie citazioni troviamo anche il prototipo di uno dei tanti pseudo vip, reduce dal reality L’isola dei formosi, e lo sfottò al tormentone trash della canzone a mi me gusta la gasolina - dame mas gasolina.
Questo piccolo grande libro (lo si legge in un’oretta) è una dichiarata exploitation: Russ Meyer incontra Quentin Tarantino, ebbe a dire lo stesso Francesco Tacconi nel presentare la sua opera. Donne belle e spietate assetate di vendetta, vedi la saga Kill Bill, coinvolte in situazioni ambigue e duelli splatter, vedi Up! di Meyers.
Humor nero, ottima grafica ironca ed erotica, esplorazioni del sacro, rappresentazioni critiche della realtà e testi mai banali fanno di Dimmi cosa vedi, un ottimo divertissement.
Disegni e storia di Mauro Marchesi, testi e storia di Francesco Tacconi. Entrambi veronesi e… lo dico con orgoglio.

18. Gennaio 2008

Paolo Cognetti, Una cosa piccola che sta per esplodere

Paolo Cognetti, Una cosa piccola che sta per esplodere Seconda raccolta di racconti per Paolo Cognetti, dopo il fortunato Manuale per ragazze di successo. Il nuovo lavoro, Una cosa piccola che sta per esplodere, soddisfa pienamente le aspettative. Perchè senza accorgertene, per via dello stile fresco e fluente, oltre che assistere alle vicende dei personaggi descritti da Paolo, ti ritrovi a sondarne la psiche.
Il denominatore comune delle storie è la perdita dell’innocenza, la sfumatura che disegna i margini tra l’infanzia e il mondo degli adulti. L’assioma che si chiede di accettare come vero è che la vita da adulto inizia con una bugia. Un bugia che porta conseguenze, non le innocue fantasie da bambini. Il bambino la può subire, da genitori in crisi di coppia o da padri schiavi dei vizi, o può esserne l’autore, scoprendo il sesso o tradendo un’amicizia, ma la bugia segna comunque il punto di non ritorno.
E’ per questo che Una cosa piccola che sta per esplodere va proprio inteso in senso letterale: Paolo Cognetti riesce a fotografare il momento preciso in cui il big bang esplode dando inizio all’evoluzione che porta alla maturità. Il momento, come spiega lo stesso autore, in cui l’identità prende forma attraverso un atto di rivolta - io sono io, e sono diverso da tutti voi.

11. Novembre 2007

Amore e Psiche nelle Metamorfosi di Apuleio

Ilona on Top (Rosa background)

C’erano una volta un re ed una regina che avevano un figlia bellissima di nome Psiche. Lei era così bella che gli abitanti del regno le tributavano onori come se fosse una dea.
La cosa dava parecchio fastidio alla dea Venere perché quegli onori spettavano a lei, così invia suo figlio Amore, con l’intento di punire Psiche facendola innamorare dell’uomo più brutto e avaro della terra. Ma Amore, al solo vedere Psiche, rimane estasiato dalla sua bellezza. Se ne innamora perdutamente. Amore disobbedisce agli ordini della madre e la fa portare di nascosto, nel suo palazzo. Ogni notte Amore torna da Psiche e al buio, in modo che lei non possa capire chi è veramente lui, si amano con rovente passione. Una passione così intensa, che mai nessuno sulla terra ha potuto sperimentare, al solo costo di un piccolo segreto.
Ma una notte Psiche decide di scoprire chi è il suo focoso amante. Sfortunatamente una goccia dell’olio bollente della lanterna, che aveva acceso, cade sul corpo di Amore addormentato. Amore si sveglia, l’incantesimo è rotto. Psiche dovrà subire l’abbandono di Amore e le ire di Venere che si vendicherà costringendola in schiavitù e affidandole compiti disumani.
Solo il possente Giove, mosso a compassione dalle pene amorose di Amore, permetterà che Psiche diventi a sua volta una dea, bevendo l’ambrosia, in modo da poter sposare Amore.
E vissero per sempre felici e contenti.

Una delle più belle fiabe sull’amore scritte negli ultimi duemila anni. Mi colpì così tanto che una vita fa ne scrissi pure un breve compendio: Amore e Psiche nelle Metamorfosi di Apuleio.

Fotografia: Jeff Koons, Ilona on Top (Rosa background), 1990. Private collection, Galerie Max Hetzler, Berlin

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