06. Agosto 2008

Scrivere con la luce

women and guns - amy stein

Sette fotografi che mi hanno particolarmente colpito con la loro arte in questi ultimi mesi.

Spero siano di nutrimento per i vostri occhi come lo sono stati per me.

01. Luglio 2008

La situazione è sotto controllo

Sono stato intercettato e devo rispondere alle domande della polizia.
Mi chiederanno sicuramente che fine hanno fatto le due modelle che avevo contattato.
La mia posizione sarà chiarita al più presto. Perchè ho un alibi di ferro e soprattutto non hanno prove contro di me. E se anche qualcosa dovesse andare storto il capo della polizia ha detto che la giustizia italiana non prevede la certezza della pena, ma una sostanziale certezza dell’impunità.

Intanto, per ingannare l’attesa, si può rileggere qualcosa:

La foto è di Malagent.

12. Maggio 2008

La lezione di Terry Richardson

Annie by Terry RichardsonAcquistare una macchina fotografica seria, ad alta definizione, magari una reflex digitale da 10 megapixel, è una spesa ormai alla portata di quasi tutti: con 700/800 € si può mettere le mani su strumenti in grado di soddisfare anche i fotografi più esigenti.
Ma basta questo per fare una buona foto?
No. E tanti grandi maestri lo insegnano.
Terry Richardson, uno su tutti, se ne sbatte allegramente della perfezione formale, del bello costruito ad arte, della location mozzafiato.
Ad esempio lo scatto di Batman e Robin che si baciano, oppure le foto con la cricca di Jackass: sfondo bianco e definizione simile a quella che si otterrebbe con una macchinetta usa e getta.
Eppure rappresentano lo scatto perfetto.
Si può cogliere la grandezza dell’artista anche sfogliando il magazine on line Richardsonmag. Prendiamo il servizio dedicato ad Annie, nel numero A2. Il messaggio di Terry Richardson è chiarissimo: me ne fotto della perfezione, sono altre le cose che fanno di una foto, una bella foto. E della perfezione se ne disinteressa talmente da farci conoscere anche quali sono gli shot che ha scartato, cancellandoli con un pennarello, e quelli che non lo convincono del tutto. Non contento inserisce nella serie due elementi di disturbo: due attempati naturisti e un David Hasselhoff, versione Baywatch, connotato da un make up molto femmineo che gli conferisce un aspetto plastificato.
La lezione di Terry Richardson è inconfutabile: non è lo strumento o la tecnologia a determinare la bravura di un fotografo ma il suo estro, la sua sensibilità, il suo saper cogliere.
In curiosa attesa del nuovo numero di Richardsonmag, strizzo l’occhio alla mia fotocamera sulla scrivania, promettendole follie.

17. Aprile 2008

The Garden of Eden

The Garden of Eden #4Vi sono mai capitati per le mani quei libercoli che distribuiscono i testimoni di Geova? L’iconografia propone il pianeta terra trasformato in un mieloso e utopistico Giardino dell’Eden, dove l’uomo finalmente raggiunge l’atarassia e l’aponia.
Non ci sono le passioni sconvolgenti, non ci sono più i bisogni che condizionano le azioni.
E questo sembra valere anche per il regno animale: sovvertita la catena alimentare. Quella storia sul leone, la gazzella e il correre più veloce? Anacronismo.

Insomma, una bella vita di plastica. Sempre se di vita si può parlare. Ma il peggio è che potrebbe durare un’eternità.

Photoset autoprodotto:
The Garden of Eden
Credits:
principessa lunA // editor
the real erre gi // casting

01. Marzo 2008

Dream House - Gregory Crewdson

Si chiude domani la mostra retrospettiva dedicata al fotografo newyorkese Gregory Crewdson.
Un appuntamento straordinario sia perché l’esposizione comprendeva l’intera produzione dell’artista americano sia perché era l’unica tappa italiana.
Purtroppo la perderò perché non sono riuscito ad organizzare un week end per andare a
Roma. (A meno che non vada a Praga dove sarà esposta a maggio…)

La serie di Gregory Crewdson che preferisco si intitola Dream House.

Dream House - Gregory Crewdson

Immagini che sondano la dimensione onirica delle paure e delle nevrosi. Stage che sembrano set di film tanto che i soggetti di alcune foto sono attori molto espressivi come William H. Macy e Julianne Moore. Uso crepuscolare dei colori e delle luci. Testimonianze di una sorta di lessico famigliare. Richiami a Steven Spielberg e David Lynch.
Chi abita da quelle parti può ancora vederla.
A me rimane il rimpianto.

Due gallerie: uno, due.

11. Febbraio 2008

World Press Photo 2008

World Press Photo 2008 - Tim HetheringtonLa foto di Tim Hetherington che ritrae un soldato americano che si riposa in un bunker in Afghanistan è stata giudicata dall’organizzazione olandese World Press Photo, la foto più significativa del 2007. La guerra come filo conduttore: anche la foto premiata l’anno scorso, scattata a Beirut da Spencer Platt aveva come sfondo le macerie del conflitto tra Istraele e miliziani Hezbollah.

Personalmente ritengo la foto delle quattro ragazze sulla cabrio, vincitrice nel 2007, molto più espressiva di quella premiata nell’edizione di quest’anno. Pur esprimendo una spaventosa drammaticità la foto di Tim Hetherington va a pescare in un immaginario, sul tema bellico, troppo inflazionato dai continui saccheggiamenti dell’industria del cinema. Insomma, la guerra vera mica fa più così paura, tanto siamo anestetizzati delle riproduzioni in celluloide. Era questo quello che voleva comunicare Spencer Platt.

Ma tornando all’edizione 2008: gloria anche per gli italiani Francesco Zizola, Simona Ghizzoni, Stefano de Luigi, Massimo Siragusa.

Le preferite del maniaco:

Zsolt Szigetváry, Hungary, MTI Stefano de Luigi, Italy, D La Repubblica delle Donne Fei Maohua, China, Xinhua News Agency Cristina García Rodero, Spain, Magnum Photos

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