Lettera aperta all’amico emo
Amico adolescente, non ti si può biasimare.
Quando era adolescente chi ti sta scrivendo, già c’era il genere emo ma era molto diverso da quello che tu adesso riconosci come emo. All’epoca impazzava il grunge delle band di Seattle e ci si abbandonava allegramente nelle braccia della depressione ascoltando i Nirvana, i Sound Garden e i Pearl Jam. Però il grunge è morto, la sua fine è stata decretata dallo scioglimento delle band più rappresentative, mentre il genere emo ha continuato a proliferare e imbastardirsi.
Per cui, come si diceva prima, non ti si può biasimare se quando ti vuoi regalare un po’ di sano sconforto adolescenziale per bagnare con le lacrime le tue frustrazioni ascolti cagate come i Tokio Hotel, i My Chemical Romance o i 30 Seconds to Mars. La colpa è solo della storia che ti ha negato il confronto con i maestri del calo di autostima. Citiamo per comodità solo Kurt Cobain, il porta bandiera del disagio interiore, che ci ha regalato chicche come I hate myself and want to die e anche I’m worse at what I do best. Versi in cui tutti quelli della generazione degli allora adolescenti almeno una volta si sono riconosciuti.
Ecco, amico adolescente, se mai volessi differenziarti dalla massa dei tuoi coetanei emo ma comunque continuare a intristirti ascoltando musica rock condita da versi altamente pessimistici, sappi che puoi andare a frugare tra i le discografie dei già citati Nirvana, Sound Garden e Pearl Jam, troverai sicuramente qualcosa che ti piace. E farai pure un figurone con i tuoi amici emo.
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10:21 pm |
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3 commenti
1.
duhangst il 14. luglio 2009 alle 10:55 pm dice:
Urca, sai che non sapevo di essere stato un antenato degli Emo, ascoltando Nirvana, Sound Garden, Pearl Jam, Alice in Chain e via discorrendo..
2.
Pepenero il 15. luglio 2009 alle 12:01 pm dice:
davvero c’erano già gli emo?
3.
Artemisia65 il 15. luglio 2009 alle 3:22 pm dice:
concordo in pieno
e magari uscire e vedere quanto può essere bella la vita non farebbe manco male eh