12. maggio 2009

Dissertazioni teologiche (di un certo livello)

Quadro votivo che rappresenta un bambino malato © Museo Etnografico di Oneta Joan Osborne si chiede: E se Dio fosse uno di noi?

Manuel Agnelli risponde: Vorrei infilargli un braccio nel culo per  sapere cosa si prova ad essere immortali, ma tremo.

Nell’eventualità sarei d’accordo con il sig.Agnelli. Perchè non se ne può più di questa cazzata che dio esiste, che dio è amore. L’insostenibilità dell’alto tasso di mortalità infantile, nei due terzi del pianeta, quello sì che esiste e, in questo, non vi è nessuna traccia dell’amore divino. Al primo credente della domenica che si azzarda a dire che con il tasso di mortalità infantile dio non ha nulla a che fare o, peggio,  che questo rappresenta un’occasione di salvezza per altri uomini, infilo io un braccio nel culo!

7 commenti

1. duhangst il 12. maggio 2009 alle 1:40 pm dice:

Io avrei solo paura di scoprire chi è questo uno di noi o_O

2. Artemisia65 il 12. maggio 2009 alle 10:46 pm dice:

@duhangst: non penserai mica al nano malefico VERO???? :)

3. La Meringa il 13. maggio 2009 alle 3:13 pm dice:

Ora oltre che candidato al nobel per la pace (dei miei coglioni, ovviamente) è candidato anche ad essere “uno di noi”? No, ma dico, stiamo scherzando? ;-)

4. nadiaflavio il 13. maggio 2009 alle 6:52 pm dice:

L’altro giorno ho fatto una visita per la prostata…..non e’ che il dottore voleva vedere se ero immortale o Dio….no, perche’ anche se era solo un dito e non tutto il braccio, da quello che dice Agnelli, sai com’e’!!!!!

5. Chit il 13. maggio 2009 alle 7:54 pm dice:

Appoggio… ma non spingo :D

6. Irrisolta il 21. maggio 2009 alle 11:59 am dice:

Richard Gekko santo subito!

Irry

7. Pepenero il 21. maggio 2009 alle 5:44 pm dice:

scomunicatelo! ORA!

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