16. gennaio 2009

Jeffrey Eugenides, Middlesex

Middlesex, Jeffrey EugenidesJeffrey Eugenides, per raccontare la storia di Calliope Stephanides, la protagonista del romanzo che gli ha fatto vincere nel 2003 il Pulitzer per la letteratura, la prende alla larga. Parte dall’entrata dell’esercito turco a Smirne nel 1922 e dall’incendio devastò gran parte della città vecchia costringendo i nonni greci di Calliope a fuggire negli USA per stabilirsi a Detroit. L’estendersi dei rami dell’albero genealogico attraverso i decenni affrontando il fordismo, il proibizionismo, la seconda guerra mondiale, il maccartismo, l’acido lisergico e i tumulti razziali, la disco music e la crisi petrolifera, dà origine a molte storie parallele. Questo, di conseguenza, si concretizza in una consistente quantità di pagine: poco più di seicento nell’edizione Oscar Mondadori.
Però il fulcro della storia resta comunque l’ambiguità sessuale di una persona nata bambina, ma che si riscopre maschio:

Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960, in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell’agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan.

Un pretesto per analizzare l’andamento ondivago del costume (nella sua accezione etologica) che altalena tra posizioni unisex, che è un altro modo per tirare in ballo il concetto di ermafrodito, e posizioni di iperfemminilità e ipermascolinità.
Gran parte della storia si evolve nella cornice borghese Grosse Pointe, con la svolta decisiva a metà degli anni settanta. Il stessi anni in cui sempre a Grosse Pointe, una alla volta, si suicidavano le giovani sorelle Lisbon. Ma questa è un altra storia (Le vergini suicide, raccontata sempre da Jeffrey Eugenides).

8 commenti

1. duhangst il 16. gennaio 2009 alle 6:31 pm dice:

Sembra molto interessante come libro.

2. lunA il 17. gennaio 2009 alle 3:05 pm dice:

Chissà perchè la natura, che solitamente si esprime in modo perfetto, compie questi strani “errori” che si traducono in dolorosissimi percorsi di identità per i soggetti coinvolti che hanno, inoltre da combattere contro i pregiudizi e le discriminazioni.
Libro che insegna molte cose..

3. Richard Gekko il 17. gennaio 2009 alle 4:27 pm dice:

@lunA: solo nella nostra sedicende avanzata cultura occidentale devono combattere contro pregiudizi e discriminazioni. Nelle società, cosidette primitive, come quelle dei nativi americani e del sudest asiatico venerano come sacro l’ermafrodito perchè, come teorizzava Platone 2400 anni fa, nell’ermafrodito risiede la perfezione della completezza non l’errore di uno scherzo della natura.

4. Alex il 17. gennaio 2009 alle 5:12 pm dice:

caro Richy, d’accordo con te nella considerazione venerata dell’ermafrodita incarnando la perfezione, ma obiettivamente la “società” considera alla stregua di una colpa genitrice da scontare nei figli o come fenomeni da scienza o nell’emarginazione di una vita nel buio.
ciao.

5. cherry il 19. gennaio 2009 alle 11:29 pm dice:

Le Vergini suicide mi è piaciuto molto. Bello ricevere consigli su un libro, non so mai cosa leggere…grazie!

6. rachi il 20. gennaio 2009 alle 7:39 pm dice:

Sei un mito richie!

7. chit il 20. gennaio 2009 alle 11:14 pm dice:

Visto quello di cui mi sto occupando non mancherò di leggere il romanzo. Grazie veramente per la segnalazione!

8. coriandolo il 22. settembre 2009 alle 12:16 am dice:

Italia terra di ermafroditi con oltre 5000 casi accertati ,il primato di regione con gli ermafroditi piu conosciuti al mondo spetta al piemonte dove ben due casi ecclatanti sono conosciuti in tutto il mondo ( fonte della notizia http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=2332 )
Che dire poi della nostrana Asja ermafrodito D.O.C che spopola sul web ed è conteso da VIP e locali a la page a suon di migliaia di dollari? Trionfo dell’ostentazione o ricerca del SBATTI L’ERMAFRODITO IN PRIMA PAGINA ed aumenta i tuoi introiti?

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