08. ottobre 2008

Funny Games U.S.

A giudicare da quanti hanno lasciato la sala prima della fine della proiezione, Michael Haneke ha proprio fatto centro. Ruoli affidati a famosi attori hollywoodiani, trailer che richiamano un filone horror capace di riempire sale e far esaurire le copie al videonoleggio, il truffaldino accostamento al cult Arancia Meccanica di Stanley Kubrick.
Eccoli i giochini divertenti di Michael Haneke. Migliaia di spettatori convinti di trovarsi di fronte all’ennesimo Boogeyman/Saw/Hostel sono caduti nella trappola come allocchi. Ad attenderli non c’era la solita pacchianata zeppa di effetti speciali, ma una violenza folle e ingiustificata perpetrata da due tardoalescenti ad una famigliola borghese. Gli spettatori ostaggi impotenti, come gli stessi personaggi, devono sottostare alle violenze fisiche e psicologhe sia dei due giovinastri annoiati che di una regia che tutto è fuorché rassicurante.

Dopo La pianista e Niente da nascondere, Michael Haneke torna a far discutere realizzando il remake (perfettamente identico) di un suo film del 1997, cambiando soltanto ambientazione e attori. Nel cast Naomi Watts, Tim Roth, Michael Pitt e tutto sommato si può tranquillante affermare che l’organico è perfetto per il tipo di operazione.

Nota di colore: su queste pagine si era benevolmente plaudito all’ingresso di Naomi Watts nella categoria delle MILF, nel film viene umiliata dai due balordi che la fanno spogliare e scommettendo sulla sua età proprio per la grazia del suo aspetto.

10 commenti

1. duhangst il 08. ottobre 2008 alle 10:50 am dice:

Sembra molto interessante come film.

2. bastax il 08. ottobre 2008 alle 4:00 pm dice:

io son sicuro che sia altrettanto quanto il precedente, ma era proprio necessario rifarlo per gli americani? :(
A me le operazioni così tanto e solo commerciali dispiacciono un po’, ancor di più se vengon fatte su di un film che mi era piaciuto tanto (di quelli che dilatano le pupille, per dire;)

3. passero il 08. ottobre 2008 alle 8:39 pm dice:

Film da manuale in tutto e per tutto.
Haneke non delude mai

4. cherry il 10. ottobre 2008 alle 10:54 am dice:

Io purtroppo non ce l’ho fatta. Ma mi sarebbe piaciuto vederlo. E’solo che se ci sono scene troppo violente al cinema, dopo sto tutta turbata, soprattutto quando sono stressata.

5. ViolaVic il 10. ottobre 2008 alle 12:49 pm dice:

Ho visto il primo, e mi è piaciuto molto, soprattutto la complicità del protagonista con la mdp, che smaschera tutto, rende la violenza meno reale ed accentua il voyerismo, restituendo al cinema e al film la dimensione di gioco che quest’ultimo rivendica.
Vedrò presto anche questo remake, sono curiosa!
ciao
p.s: che bel titolo il tuo blog!

6. chit il 10. ottobre 2008 alle 11:15 pm dice:

Niente da nascondere era stupendo, merita fiducia e quindi mi guarderò anche questo ;)

7. La Meringa il 14. ottobre 2008 alle 2:15 pm dice:

IO ho visto solo Der siebente kontinent. Ormai quasi vent’anni fa. Mi lasciò una tale angoscia addosso che ancora sto male se ci penso. Credo che non vedrò più nient’altro di suo…

8. Pepenero il 14. ottobre 2008 alle 11:17 pm dice:

Una pubblicità molto efficace e nulla più insomma.

9. simona il 16. ottobre 2008 alle 12:04 am dice:

non conosco qiesto regista e non ho visto il film.
Ma W Arancia meccanica…che però, a quanto ho capito, non c’entra un piffero.

10. grifone il 16. novembre 2008 alle 3:33 am dice:

Niente in contrario alla liberta’ di espressione ma non e’ questo il modo di farlo. Il film offende lo spettatore che paga il bigietto per un film che viene spacciato come thriller e non come horror, quindi colpisce una audience di alto profilo. C’e’ troppa politica dietro a questo film. Haneke poi, mettendo a disagio chi si aspetta un classico horror vuole trascinare lo spettatore in questi sentimenti anti-hollywoodiani. Nel suo arrogante tentativo di insegnare la morale agli americani finisce di diventare poi vittima lui stesso del proprio carnefice cioe’ della speculazione dei botteghini sugli horror di basso profilo. A parte la propaganda il film non ha alcun contenuto artistico a parte la interpretazione eccellente di Naomi Watts.

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