Lussuria – Seduzione e tradimento
Come spesso capita nella traduzione dei titoli, anche Lussuria, probabilmente è stato scelto per invogliare il voyeurismo dello spettatore. Nulla di più sbagliato, perché la prima scena erotica esplode dopo oltre un’ora dall’inizio di questo lungo e particolarissimo film.
Una meravigliosa Marlene Dietrich canta Do you something to me di Cole Porter proprio all’inizio di questo spy-thriller-storico, ambientato negli anni ’40, durante la seconda guerra mondiale fra Hong Kong e a Shanghai dove una giovane affascinante aspirante attrice, abbraccia la lotta armata clandestina e decide di sacrificare la sua verginità cercando di sedurre un sadico, cattivissimo traditore che collabora con i giapponesi.
La giovane donna riuscirà nell’intento di sedurre il cinico potente uomo, ma proprio qui si cela l’inaspettata sorpresa: la ragazza, inesperta d’amore viene travolta dallo sfrenato, violento erotismo che le fa raggiungere inimmaginabili vette di piacere. D’altra parte, lui, rimane incantato dall’innocenza e inesperienza di lei. E la passione esplode, fino all’epilogo drammatico e toccante. Film complesso, ma curato nei dettagli e nella psicologia dei vari personaggi.
La suspence emozionale, di cui Ang Lee è maestro, cattura fino a fare dimenticare il tempo che passa (due ore e mezza).
Cast assolutamente all’altezza: il musone di Tony Leung ben si amalgama con la perfidia del suo personaggio. Standing ovation per la giovane Wei Tang: una bella scoperta. Le auguriamo un futuro ricco di soddisfazioni.
Lussuria fornisce un’ulteriore conferma del formidabile senso estetico del regista taiwanese: lascia senza fiato la sequenza girata nel Cafè dove la giovane si profuma prima dell’incontro amoroso, indicibile sensualità. Una raffinata e lenta ripresa al tavolo da gioco di alcune signore cinesi ricorda Wong Kar-wai, per l’eleganza e l’accuratezza dei dettagli.
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1:30 pm |
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8 commenti
1.
Markuzzo il 30. maggio 2008 alle 1:42 pm dice:
Il plot non è male, dovrebbe essere davvero un bel film!
2.
bastax il 30. maggio 2008 alle 2:45 pm dice:
3.
rachi il 31. maggio 2008 alle 6:05 pm dice:
Cinesi e giapponesi sono insuperabili nell’ars amatoria….
Lo andrò a vedere.
4.
simona il 01. giugno 2008 alle 10:00 pm dice:
éotremmo creare un blog a tema sulle orribli traduzioni dei titoli dei film….
ciao Gekko!
5.
flo il 02. giugno 2008 alle 5:36 pm dice:
Sono molto ma molto incuriosita…
6.
chit il 02. giugno 2008 alle 6:37 pm dice:
Da tempo non faccio più caso alle traduzioni dei titoli. Che cosa non si farebbe per catturare uno spettatore in più… e magari ci riescono pure
7.
Daniele Verzetti, Rockpoeta il 03. giugno 2008 alle 2:01 am dice:
Ne avevo già sentito parlare molto bene, ora ho una conferma autorevole da te quindi significa cheè davvero un film da vedere.
Ciao Richie
Daniele
8.
eli* il 03. giugno 2008 alle 10:37 am dice:
da quando parli al plurale? e*