La donna nuda nella pubblicità
In questo blog la nudità, l’armonia del corpo, la fisicità sono tenute sempre in grande considerazione.
Però un conto è ammirare ed esaltare le metafore del linguaggio dei gesti, le allusioni erotiche, la sensualità, l’estetica delle movenze seduttive che nutrono la vista e l’anima, un altro conto è utilizzare culi e tette per far vendere un prodotto, per abbindolare l’indifeso consumatore…
Elisabetta Rotriquenz, docente presso la Facoltà di Psicologia di Firenze, lo dice chiaramente: il nudo femminile non attira solo il maschio ma anche la femmina, perchè quest’ultima, per un desiderio di omologazione, è spinta all’emulazione.
Salvo rarissime eccezioni, quando un’agenzia pubblicitaria ricorre al nudo, al cucciolo o al neonato per far scattare determinati meccanismi inconsci vengo colto da immenso fastidio… Lo percepisco come un insulto alla mia ed altrui intelligenza.
Non fa eccezione la campagna Men don’t want to look at naked men dell’azienda danese JBS che produce e vende intimo maschile: tentare di deridere gli stereotipi maschili [masturbazione, evacuazione] non alleggerisce la responsabilità dei cervelloni dei pubblicitari che si sono talmente sforzati per cercare uno slogan innovativo da ricorrere alla nudità della donna.
Non sarebbe giunto il momento, dopo decenni della solita solfa, di creare davvero linguaggi innovativi?
Tanto più che alla base di quel messaggio, cari creativi, c’è un errore di fondo: per la quasi totalità della parte pelosa del cielo, quella che si ingrifa per i culi e le tette, le mutande sono solo mutande e vanno comprate (solitamente bianche) in confezione da 10 a pochi euro, quindi il suddetto messaggio sortisce un effetto che si traduce in un acquisto soprattutto nelle donne in cui è scattato il citato meccanismo dell’emulazione.
Ma così facendo si è tagliato fuori una consistente fetta di mercato, di potenziali acquirenti maschi che non hanno figli e hanno più soldi da spendere: i gay.
Se nudo doveva essere, cosa comunque deprecabile in campo pubblicitario, sarebbe stato meglio puntare al target giusto: lo sanno bene i signori D&G che nei cartelloni pubblicitari piazzano sempre quei bei marcantoni metrosessuali… e infatti i loro boxer, short o parigamba che siano si vendono come il pane.
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11:59 pm |
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