Milano: i due David, Vivienne e tutto il resto

Mancavo da Milano, la città che mi ha fornito la cultura universitaria, da diversi anni.
Alcuni giorni fa, però, la rimpatriata.
Ho riconosciuto la stazione di Milano Centrale dall’odore di piscio perchè tutta inscatolata com’è, per via del cantiere, nessun riferimento visivo sarebbe stato possibile. Soltanto l’odore acre è lo stesso. Invece altre cose, in giro per la città, sono cambiate: FNM ha rinnovato le sue stazioni e il parco mezzi; hanno tolto l’orologio con la scritta Technics, caffè Kimbo, Toshiba, Candy dal palazzo di fronte al duomo; l’AMT ha allungato praticamente ovunque i tratti della metropolitana, alcuni convogli della linea 1, che erano i più indecenti, ora sono nuovi, nelle stazioni hanno installato le pubblicità videoproiettate con tanto di commento sonoro e nelle indicazioni, vicino alla scritta in bianco, hanno aggiunto una scritta in giallo che localizza i punti d’interesse culturale. Anche sui tram e gli autobus funzionano i biglietti magnetici.
Lo scopo del mio viaggio, ovviamente, non era testare l’efficienza del trasporto pubblico milanese, ma il desiderio incontenibile di visitare le mostre di Palazzo Reale e della Triennale.
Solitamente la gente si lascia trarre in inganno dall’estro provocatorio di David LaChapelle, dalle forme plastificate di Amanda Lepore (nella foto) e Pamela Anderson. I suoi lavori sono, invece, tra l’altro, omaggi a Michelangelo, Bellini, Bronzino e Tintoretto. La genialità di questo artista emerge in tutto il suo fulgore nelle sezioni Ricollections in America e Meditation.
Ricollections in America è una raccolta di foto degli anni settanta, comprate nei mercatini, che poi LaChapelle ha rielborato digitalmente. L’effetto è un amarcord felliniano, in cui viene messo in evidenza l’atteggiamento pacchiano della middle class e la consapevolezza del fallimento dell’ American dream. Meditation esplora il trascendentale: l’ironia con cui vengono riletti in chiave attuale le vicende della vita di Gesù non lascia indifferenti.
Incantevole la rivisitazione dell’episodio del Diluvio Universale di Michelangelo e allo stesso tempo estremamente drammatico, come l’originale.
La mostra The Air is on Fire è un’occasione davvero unica per esplorare in tutta la sua interezza la produzione artistica di David Lynch. Sono esposti dipinti, fotografie, disegni, cortometraggi e creazioni sonore. E la misura in cui si penetra, nel vero senso della parola, nell’immagginario del grande cineasta è data dalla presenza di post-it, tovagliolini di carta e pacchetti vuoti di cerini impreziositi dai suo schizzetti e disegnini. La chicca, perchè evidentemente estemporanea e irripetibile, è la sua elaborazione del cartello che indica l’estintore su uno dei muri della stanza che accoglie la mostra: voglio proprio vedere come farà la Fondation Cartier, a cui appartengono tutte le opere, a spostare la creazione.
Vivienne Westwood è, per capirci, quella che nei favolosi anni ‘70 vestiva i Sex Pistol. Provocatoria e dissancrante anche nelle creazioni più recenti. Anche se non mi ha fatto impazzire questa mostra considero l’esperienza più che positiva: non ero mai stato al secondo piano del Palazzo Reale di Milano. Semplicemente meraviglioso.
Devo ammetterlo: Milano, mi sei mancata. Magari prima di marzo faccio di nuovo un salto per L’Arte delle Donne – dal Rinascimento al Surrealismo.
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8:29 am |
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16 commenti
1.
Andrea Opletal il 04. gennaio 2008 alle 9:12 am dice:
wow … quante notizie!
2.
francesca il 04. gennaio 2008 alle 10:30 am dice:
ho lavorato due anni a Milano…in quel momento la odiavo!! Sono tornata diverse volte poi, e ho scoperto il suo fascino, un fascino tutto particolare, non di donna di un tempo ricca d’esperienze e storia da raccontare, come Roma, ma di donna raffinata, giovane, che a volte è scarmigliata, a volte perfetta
Buon 2008!!
Francesca
3.
chit il 04. gennaio 2008 alle 11:17 am dice:
Quello dell’arte è sicuramente rimasto uno dei pochi aspetti positivi delle grandi città credo. Grazie per le dritte comunque…
4. diggita.it il 04. gennaio 2008 alle 1:14 pm dice:
Milano: i due David, Vivienne e tutto il resto
La recensione delle mostre al palazzo reale di Milano di David LaChapelle e Vivienne Westwood. E inoltre la recensione della mostra di David Lync alla Triennale.
5.
rachi il 04. gennaio 2008 alle 1:58 pm dice:
invidia…invidia….
queste mostre erano nei miei programmi festivi
6.
Artemisia65 il 04. gennaio 2008 alle 4:27 pm dice:
che bello poter andare a veder mostre
qui solo mostri
sob..
buon anno di nuovo beddo
7.
Chiara* il 04. gennaio 2008 alle 4:38 pm dice:
La mostra di La Chapelle è strtepitosa…
Beato te che apprezzi così milano!
Io un pò la odio, sai???
8.
mallet il 05. gennaio 2008 alle 10:12 am dice:
Non sapevo facesse anche queste cose David Lynch, cazzarola!!
9.
FulviaLeopardi il 05. gennaio 2008 alle 10:47 am dice:
mai stata a milano
10.
Luca il 05. gennaio 2008 alle 12:56 pm dice:
Ciao bel blog!
Ho appena aperto un blog satirico. Si commentano con ironia e umorismo fatti d’attualità. I temi sono quelli tipici della satira: politica, sesso, religione e morte.
Se puoi aiutarmi ad avere un po’ di visibilità, o a anche semplicemente se ti va di venirmi a trovare mi fa molto piacere
http://satiratrascendente.wordpress.com
Ciao
11.
Daniele Verzetti, Rockpoeta il 05. gennaio 2008 alle 8:40 pm dice:
Gran bel post Richie! Trasuda amore per l’arte e la cultura da ogni poro ed attira molto chi sta come me vicino a Milano a farci un salto
Ciao
Daniele
12.
flo il 06. gennaio 2008 alle 11:17 am dice:
Spero che tu sia andato a vedere la mostra in buona compagnia, oppure ti sei voluto tenere tutto il piacere solo per i tuoi occhi?
Ciao Richarddd!
13.
francesca il 06. gennaio 2008 alle 12:24 pm dice:
ti ho linkato…spero non ti dispiaccia! Buona befana:)
14.
simona il 06. gennaio 2008 alle 5:23 pm dice:
non ho mai visto, ahimè, Milano. Non mi ha mai ispirato granché, ma credo che culturalmente, e questo post ne è la dimostrazione, sia veramente il top.
ciao e buon anno!
15.
Artemisia65 il 06. gennaio 2008 alle 8:56 pm dice:
sei stato nominato
16.
Alice il 09. gennaio 2008 alle 1:13 pm dice:
Io amo LaChapelle, mi è quasi venuta la sindrome di Stendhal alla mostra…e il catalogo è stato uno dei regali più graditi di questo Natale…
Quella di Vivienne non l’ho vista anche se mi attirava , ma domani sarò a Milano, e quasi quasi un saltello ce lo faccio…e poi , non sapevo vestisse i Sex Pistols! Anche se è un po un ossimoro associare i Sex Pistols ad una curatrice d’immagine…anche se alla fine hanno creato una moda, uno stile, teoricamente loro dovrebbero essere l’opposto!