28. ottobre 2007

L’iconografia hentai secondo Michela Murgia

Hentai

Tutte le protagoniste degli hentai durante l’accoppiamento hanno le bocche spalancate in un grido collettivo di disperazione, l’equivalente nipponico del nostro OSSIGNUR BENEDET CHE RANDELL.
Omissis
Sarebbe grande ignoranza culturale farsi però l’idea che ogni accoppiamento in Giappone sia frutto della violenza fisica: infatti il rossore che appare sempre sul viso della fanciulla, lungi dal sottintendere timidezza o imbarazzo, nel linguaggio iconografico nipponico indica chiaramente che la giovane vittima non avrebbe saputo immaginare trastullo migliore per il suo pomeriggio di quella simpatica brutalizzazione, e che in realtà si stia lamentando al solo scopo di consolidare nel partner la convinzione di avere un Eurostar in ritardo al posto del pene. In pratica le donne orientali fingono esattamente come le occidentali, solo che mentre noi simuliamo che ci piaccia, in Giappone fanno finta che gli dispiaccia: esotismi.

Michela Murgia nel suo ultimo post, Antropologia Pornografica, con stile irriverente e scanzonato fa alcune considerazioni sull’hentai, i fumetti e i cartoni animati giapponesi per adulti. Una lettura che vi regalerà molte risate, garantito. Però nel finale c’è un errore di valutazione:

nemmeno negli anni più glitterati della mia adolescenza avrei mai immaginato che sarebbe venuto con furore dall’oriente qualcosa di tanto perfido da dar vita a generazioni di genitalmente complessati convinti di essere frullatori giganti con il pene o leoni ermafroditi pronti ad appostarsi all’uscita delle scuole medie nella speranza di zomparsi Mila, Shiro o Mila&Shiro insieme, mentre Hello Kitty guarda.
Se avessi supposto questo, mi sarei iscritta a Comunione e Liberazione quando ero ancora in tempo, e ora vivrei anch’io in beata ignoranza.

Il fatto è che anche i cartoni animati che guardavamo qui in Italia ai bei tempi erano comunque vicini a quella iconografia ma venivano sapientemente censurati (da Comunione e Liberazione). Vogliam parlare di Lady Oscar – La Rosa di Versailles dell’autrice Riyoko Ikeda, con tutti i riferimenti alla sessualità ambigua, oppure delle attività extralavorative sciupafemmine del City Hunter di Tsukasa Hōjō?
Per non parlare delle tavole disegnate da Yumiko Igarashi per Lady Georgie, la bionda orfanella australiana, dove le scene di nudo non mancano di certo: tutti ricorderanno quelle in cui il fratellastro Arthur riscada con il suo corpo Georgie dopo che è caduta nelle gelide acque di un fiume e quella dove sempre Arthur è oggetto delle pervesioni omosessuali di Irvin, il nipote del duca.
Negli hentai viene illustrato per immagini quello che a suo tempo i vari fratelli Grimm, Hans Christian Andersen, Lewis Carroll avevano descritto con allusioni.
Nihil sub sole novum.

12 commenti

1. Lune il 28. ottobre 2007 alle 10:03 pm dice:

mamma mia mi ricordo anch’io quella scena di Lady Georgie, e non ho vissuto in Italia!!! (ma l’ho visto nelle vacanze italiane)

dicciamo che a te non do torto ma chi citti. ha scritto gran cavolate. Il colmo: “In pratica le donne orientali fingono esattamente come le occidentali, solo che mentre noi simuliamo che ci piaccia, in Giappone fanno finta che gli dispiaccia: esotismi.” La ho commentata proprio chiedendole che rapporto ha con la sessualità.

Mah!

Non sarò mica l’unica donna europea che non finge e prova veramente piacere? :O

salutone ;)

2. Emanuele il 28. ottobre 2007 alle 11:35 pm dice:

Siamo cresciuti quindi a pane e finta sofferenza sessuale da parte delle donne. Vista la copiosa letteratura di cartoni animati nella nostra infanzia.

3. Signor Ponza il 29. ottobre 2007 alle 12:12 am dice:

A me tutti gli hentai hanno sempre fatto inconsciamente paura. Forse ora capisco perché.

4. duhangst il 29. ottobre 2007 alle 12:37 am dice:

Ero proprio ingenuo, quante cose mi sono perso. :-)

5. flo il 29. ottobre 2007 alle 10:04 am dice:

A me gli hentai non dispiacciono, comunque se le orientali fingono che gli dispiaccia sono pi

6. flo il 29. ottobre 2007 alle 10:09 am dice:

…più fortunate in pratica, giusto?

7. Alex il 29. ottobre 2007 alle 1:02 pm dice:

interessante, so proprio niente di questa cultura nippo ma un motivo ci sarà se va così tanto…

ai miei tempi: Jacula e altri che non ricordo…

Alex

8. Sara Sidle il 29. ottobre 2007 alle 7:40 pm dice:

Ma che ora facciamo fare cosacce anche ai cartoni animati!!!:)
Godimenti, brutaloni che si trastullano con ragazzine arrossate..ma Candy Candy, dov’è finita??^______^
E poi, per me, meglio l’allusione che la sfacciataggine..
Bacioni

9. Chiara* il 29. ottobre 2007 alle 9:02 pm dice:

Beh, i cartoni animati giapponesi in giappone sono trasmessi per adulti, non per bambini.. E’ in Italia che vengono spacciati per “cartoni per bambini”.
Cmq Richie, un pò sono d’asccordo con la tizia che hai linkato.. Conosco gente che è andata in giappone, e la situazione non è che sia molto diversa dai manga!!Cioè..
La perversione dilaga, e soprattutto è pieno di Lolite ovunque.
E’ un’altra cultura, lo so..
Ed è la cultura che determina ciò che è “normale, giusto, sbagliato”.. E in Giappone probabilmente va bene così.
Ma io proprio non vedo di buon occhio quella sessualità tendente tutta alla pedofilia e al feticismo..
Mi sento bigotta ora, però un pò credo che ci sia un’età più adatta per ogni cosa.. quelle fasi della vita, assolutamente irrinunciabili.

10. Richard Gekko il 30. ottobre 2007 alle 2:06 pm dice:

@Alex: Jacula del recentemente scomparso Renzo Barbieri è stato un punto di riferimento per diverse generazioni

@Sara S. Non vorrei distruggere le tue convinzioni ma Candy Candy è disengato sempre da Yumiko Igarashi, la stessa disegnatrice di Lady Georgie. Io Candy Candy non l’ho mai visto ma credo che in originale sicuramente c’erano anche lì le cosaccie!

@Chiara*: ho letto quella cosa che hai scritto da Michela Murgia sui distributori di mutandine usate. Se non è una leggenda metropolinatana mi vengono i conati vomito!

@Flo: se è vero quello che si dice sulle dimensioni degli orientali… non è che sono molto fortunate secondo me!

11. fioredicampo il 31. ottobre 2007 alle 11:08 pm dice:

E chi lo dice che fingiamo?

12. Nana il 21. ottobre 2009 alle 1:42 am dice:

Onestamente io dico “No,no” al mio ragazzo a volte mente si tromba,ma non è perchè guardo Hentai è che a volte sto così bene che muoio e vorrei si fermasse (anche se non vorrei..)..
Guardo gli hentai,ma onestamente non mi provocano nulla. Cioè, secondo me alcuni sono carinissimi, amo i disegni e a volte anche le trame (soprattutto quelli teneri) ma altri sono veramente esagerati,privi di conoscenze sessuali e civili.
Cioè, a volte si vedono dei vecchi che si fanno delle bambine.. Hanno un pò delle idee strane i Giapponesi.. Pedofilia portami via..
Però non disprezzo tutti i loro lavori.
Bè,le italiane fingeranno anche.. Ma ricorda..
NON TUTTE.
E io sono felicemente una di queste! ^_^

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