Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan
Il giornalista televisivo kazako Borat viene inviato negli Stati Uniti per girare un reportage sul più grande paese del mondo. Ma Borat è più interessato a trovare e sposare Pamela Anderson.
Un’interpretazione che è valsa a Sacha Baron Cohen un Golden Globe come migliore attore. In effetti un riconoscimento se lo merita perchè non è facile avere la faccia tosta che ha sfoggiato lui. Borat è tremendo, scorretto e irritante. Ma dannatemente divertente.
Il trucco è presto svelato: vai in una nazione chesicredechissachì presentandoti come unodiquellichesonoinferiori e spari le peggiori cattiverie sui più deboli e sulle minoranze. La reazione, spontanea e ginuina visto che i protagonisti sono vittime e non attori professioinisti, dimostra quale veramente sia il livello culturale e quanto sia radicata ogni forma dì razzismo. Alcune gag sono esilaranti, altre un po’ costruite ad arte. Tuttavia passata la ridarella è inevitabile riflettere.
La nazione kazaka e il governo sono insorti in massa per lo sberleffo ma ieri sul Guardian si diceva che il turismo verso il Kazakhstan dopo Borat è aumentato del trecento per cento. Non tutto il male viene per nuocere.
Il doppiatore italiano è Pino Insegno e sembra che sia stato lo stesso attore inglese a scegliere chi dovesse doppiarlo nelle varie lingue. Io l’ho trovata una scelta azzeccata.
Un successo annunciato: in Italia è stato promosso perfino nei cessi.
La leggenda vuole che Sacha Baron Cohen fosse stato invitato a consegnare una statuetta alla notte degli Oscar, ma che abbia rifiutato perchè non gli era stato consentito indossare i panni di Borat.
Borat è una super star: ha perfino la sua pagina su Supertangas, e qui si tifa per lui fin dal suo esordio.
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5:18 pm |
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7 commenti
1.
Alex il 07. marzo 2007 alle 6:02 pm dice:
è la seconda volta che ne parli e sempre in modo entusiastico, mi pare, ed allora mi riprometto appena sto bene di andarlo a vedere.
Detto tra noi, è molto che non vado al cinema, dovrei cominciare dal sonoro prima di arrivare a tanto…
Si scherza… Richie!
Sono curioso di sapere se la tua grande capacità di critica ti vale un’occupazione, se no, perché?
ciao
Alex
2.
FulviaLeopardi il 08. marzo 2007 alle 10:05 am dice:
non l’ho ancora visto, mi hanno detto che il doppiaggio fa perdere molto al film, e che in generale è una boiata pazzesca
prima o poi lo vedrò, e poi ti dico
3.
Pepenero il 08. marzo 2007 alle 10:27 am dice:
discretta faccia di minchia, non c’è che dire… però lo andrò a vedere.
4.
Franciov il 08. marzo 2007 alle 11:20 pm dice:
Sicuramente non è un film per ridere, o almeno a me non ha fatto questo effetto. Mi è piaciuto il modo con cui Borat si prende gioco di convinzioni radicate nella società (americana in questo caso).
5.
e* il 09. marzo 2007 alle 8:38 am dice:
Borat è giustificare le risate di Richie che disturbano tutto il cinema! smac, e*
6.
p.s.v. il 09. marzo 2007 alle 10:27 am dice:
vado a vederlo stasera, forse. qualcuno dei blogger intelligenti che girano da ste parti parlava male proprio del doppiaggio. ma io ascolto te, fratellino. poi domani ti dico
7.
Upstream il 11. marzo 2007 alle 5:46 pm dice:
Ora giro l’articolo del guardian alla kazaka.
Vediamo se fa ancora la giovanna d’arco.