Nobuyoshi Araki, donne (come fiori) e rettili
Nobuyoshi Araki è sicuramente uno dei più grandi fotografi del sol levante. Di lui si dice che sia una persona semplice, simpatico, un bambino mai cresciuto: ci si può fare un’idea guardando l’home page del suo sito web (purtroppo in giapponese) dove è proposto un suo ritratto, a mio avviso, molto emblematico.
Nobuyoshi Araki nasce a Tokyo nel 1940 e dopo gli studi di fotografia inizia a lavorare presso un’agenzia pubblicitaria. Qui conoscerà Yoko, quella che diventerà la sua adoratissima moglie e la sua musa ispiratrice. Dopo il matrimonio, Araki pubblicò una raccolta di fotografie (Sentimental journey, 1971) scattate alla moglie durante il loro viaggio di nozze. Yoko morì nel 1990 di cancro alle ovaie. Le foto dei suoi ultimi giorni vennero pubblicate da Araki in un libro dal titolo Winter journey, nel quale si congeda dalla compagna morente stringendole dolcemente la mano mentre è distesa sul letto della sua agonia.
La ricerca di Nobuyoshi Araki è complessa, articolata e multiforme. E’ per questo che la sua imponente produzione è ricchissima di sfumature: la plasticità dell’amplesso, il volto delle donne, le strade e la vita quotidiana a Tokyo, la bellezza cromatica dei fiori, i cieli giapponesi.
Araki scatta in continuazione, usa apparecchi semplici come istantanee Polaroid che poi assembla in mosaici. Rendono l’idea di quanto sia bulimico il suo approccio con l’immagine.
La sua produzione erotica più volte è stata etichettata come pornografia. A mio parere il suo erotismo estremo nulla ha di volgare e non può essere inteso come frutto di un semplice divertissement voyeristico. Per Araki la fotografia è un fugace atto d’amore dove sesso e sacro si mescolano, l’occhio della macchina fotografica una sorta di prolungamento meccanico del proprio sesso e lo scatto il momento dell’orgasmo, cui il soggetto è chiamato a partecipare. Guardare le sue foto è un continuo esercizio di penetrazione, un ripetuto amplesso visivo. Sia che si stia guardano un suo scatto rappresentate la maestosa sensualità cromatica di un fiore, sia che al nostro occhio venga proposta la cruda nudità di una donna.
Il sesso femminile sbattuto in primo piano e alcuni elementi di disturbo, come i rettili di gomma (iguane, ramarri e addirittura miniature di Godzilla) o le situazioni di fetish bondage, non devono far cadere nella trappola che Nobuyoshi Araki maliziosamente tende: la vera sensualità, la vera ricerca nel mistero dell’esistenza, l’analisi dei menadri dell’amore e del desidero sono racchiusi nello sguardo, negli occhi delle sue modelle.
Del suo lavoro Nobuyoshi Araki dice:
Dirò una cosa che potrà sembrare estrema, assurda: io non so nulla circa la natura delle donne. Tutte sono diverse, ognuna ha il suo fascino e per questo io le fotografo. Attraverso l’obiettivo io cerco di estrarre l’essenza delle cose e, nel caso delle donne, ciò che esse sono, il loro vivere quotidiano, oppure la loro sessualità. Tutte sono però differenti l’una dall’altra, e per questo io continuo a scattare.
Alcune foto: galleria uno, galleria due.
La mia particolare selezione: galleria tre.
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8:46 am |
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6 commenti
1.
Upstream il 05. marzo 2007 alle 11:17 am dice:
Ottimo spunto.
Scopro gogglando che è molto amato da Bjork, per la quale ha realizzato pure la copertina di un album.
2.
LunA il 05. marzo 2007 alle 7:59 pm dice:
I ritratti di donna tutti in bianco/nero. I fiori un’esplosione di rosso (soprattuto), giallo, arancio…
Probabilmnete c’è un nesso. Probabilmente il nesso è l’energia. Nelle foto i B/N essa risiede negli sguardi, nel quieto erotismo, nei sessi mostrati con apparente innocenza.
La carica erotica del fiore è nell’esplosione del colore, nell’accostamento delle forme….mah, chissà…i piccoli rettili, discendenti dei dinosauri, forse un ancestrale richiamo all’origine della vita, che ogni donna porta dentro di sè. Comunque molto, molto belle le foto. Ottima caccia anche stavolta. Bacio
3.
FulviaLeopardi il 06. marzo 2007 alle 9:17 am dice:
ho visto un po’ di foto su google, se lui è ‘erotico’ allora metà delle foto che si vedono sui giornali lo sono…
4.
Alex il 06. marzo 2007 alle 1:33 pm dice:
personaggio interessante e interessanti le sue foto, persino il tipo di pellicola sembra di cattiva qualità, eppure… a parte il lucertolone sempre presente (simbologia che non capisco) banalmente dico che l’ultima foto nell’ordine mi eccita fortemente, non solo per il fiore e la posa, non so.
Alex
5.
Pepenero il 06. marzo 2007 alle 5:36 pm dice:
la prima foto mi mette un certo senso di malinconia…
6. Parole di un maniaco omicida » Vade retro suor Letizia il 05. settembre 2008 alle 9:24 pm dice:
[...] pareva vero di aver a solo un paio d’ore di macchina le opere dei miei eroi David LaChapelle, Nobuyoshi Araki, Nan Goldin, Timothy Greenfield-Sanders, Andrés Serrano, Helmut Newton, Erwin Olaf per citarne [...]