21. gennaio 2007

Arrivederci amore, ciao

Arrivederci amore, ciao

Ho visto Arrivederci amore, ciao e ne sono molto soddisfatto: la figura di criminale che avevo raccontato c’è, così come c’è la storia di una parte della mia generazione che ha fatto delle cose orrende ed era giusto dirlo. E ho trovato Anedda, il poliziotto corrotto interpretato da uno straordinario Placido, Flora, l’unica donna che almeno psicologicamente resiste a Giorgio, portata sullo schermo da Isabella Ferrari, così come sono veri i rapporti tra le diverse figure di delinquenti, su cui troneggia il Giorgio Pellegrini, alias Alessio Boni.

Questo è il commento di Massimo Carlotto, l’autore dell’omonimo libro da cui è stato tratto il film.

Per quel che mi riguarda ho fatto pace con il regista Michele Soavi: aveva perso tutto il mio rispetto dopo quel tristo tentativo (Dellamorte Dellamore) di portare sul grande schermo il Dyland Dog di Tiziano Sclavi. Si riscatta in questa pellicola che sembra una metafora della società moderna: alla fine i cattivi sono quelli che se la passano meglio (vedi Match Point di Woody Allen).
Isabella Ferrari veste il ruolo dell’agnello sacrificale. Riluce di un sensualissimo fascino la dignità con cui sceglie di aiutare il marito offrendo letteralemte il proprio corpo.
Il personaggio rappresentato da Alessio Boni racconta talmente tante balle da risultare nauseante e si finisce per detestare perfino il suo tentativo di riscatto.
La colonna sonora è strepitosa, a partire dal successo di Caterina Caselli, passando da Aqualung (Jethro Tull), La notte (Adamo), Shout (Tears for Fears), She drives me crazy (Fine Young Cannibals), per finire con Smoke on the water (Deep Purple) che accompagna una delle scene clou.

Trovo molto poetico e al contempo malinconico il ritratto dei locali di lap dance, squallidi per quanto ben arredati con accessori di pregevole design. Abitati da persone tristi, nonostante popolino il tempio del divertimento trasgressivo. Il proprietario rivolto al buttafuori: Sorveglia la ballerina brasiliana: stanotte a tentato di tagliarsi le vene.

8 commenti

1. cherry delicious il 21. gennaio 2007 alle 11:32 pm dice:

Attenzione:questo commento potrebbe svelare in tutto o in parte la trama dell’opera.
Alla fine, l’avvelena palesemente.
Ma nessuno di noi è riuscito a convincere un mio amico, che si ostina a dire che succede tutto per caso.
Questa sua ottusaggine, mi ha a tal punto innervosita, da farmi odiare il film.

2. FulviaLeopardi il 22. gennaio 2007 alle 9:32 am dice:

di michele soavi ho visto solo film horror o presunti tali :-)

3. FulviaLeopardi il 22. gennaio 2007 alle 9:38 am dice:

* dimenticavo l’aggettivo “vecchi”

4. p.s.v. il 22. gennaio 2007 alle 2:32 pm dice:

f a n t a s t i c o

poi leggiti il libro, fratello

5. Alex il 23. gennaio 2007 alle 9:49 am dice:

salutoni richie
solo una domanda, tanto sti film non li vado a vedere: sono per i polpettoni storici o biografici, il titolo si rifà a una canzone di Caterina Caselli: “Arrivederci amore ciao…”?

6. Alex il 24. gennaio 2007 alle 2:06 pm dice:

il libro che mi hai consigliato ha lo stesso titolo del film?
sai l’editore?
Alex

7. lunA il 25. gennaio 2007 alle 7:15 pm dice:

amore, arrivederci, ciao.

8. Parole di un maniaco omicida » Saluti dal tuo night club di fiducia il 03. ottobre 2008 alle 6:53 pm dice:

[...] puzza che regnano tra quelle mura, per quel che mi riguarda, solo in Gomorra di Matteo Garrone e in Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi li ho rivisti. Altro che ambiente raffinato, avventori distinti e referenziati. [...]

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