16. luglio 2006

Punk Attitude (ma non troppo)

Una BombersMetti un afoso sabato sera di metà luglio, metti cinque ventenni dotati di chitarre basso batteria. Secondo gli organizzatori avremmo dovuto avere una situazione che SPACCA. Invece ne viene fuori una seratina gradevole con i giovincelli che smanettano bene un punk rock che sa essere ruvido e scorrevole quanto serve. Alle loro spalle il proiettore mostra le immagini del concerto degli AC/DC, registrato esattamente 10 anni fa a Madrid, NO BULL live plaza de toros.
Si atteggiano a punkers, loro. Mi fanno tenerezza.
Non ha l’ aria di essere molto punk suonare al circolo parrocchiale dove il barista non sa nemmeno come si prepara un coca malibù. Eppure gli ingredienti del punk, specie quelli dell’ abbigliamento, ci sono tutti: borchie, jeans attillati, converse all star, catene, spilloni, cravatte su camicie smanicate, capelli sparati e di colori improponibili. Manca però qualcosa. Non vedo nulla di anarchico e provocatorio. Non vedo la denuncia del disagio o l’estremizzazione del concetto di libertà individuale che stanno alla base della subcultura punk. Oggi questi giovinastri godono di più liberta di quando io avevo la loro età. Non devono nemmeno andare a lavorare per pagarsi gli studi e mantenersi il loro hobby sonoro.
Ma che anche i vari Stooges, Clash, Sex Pistols, Bad Religion abbiano cominciato la loro carriera di musicisti contro suonando nei centri parrocchiali? Da qualche parte bisogna pur cominciare a suonare quindi coraggio ragazzi! E’ chiaro che noi non c’ entriamo più nulla con il punk per cui non ci resta che play it loud and wear it proud. A patto di non farne una moda: il seguire una moda è proprio l’ opposto del punk.
Gli Una Bombers chiudono il loro concerto con una cover di Sangue al cuore dei Nomadi. Sorrido pensando al paragone con What a wonderful world di Louis Armstrong rifatta dai Ramones.
Dissacrare, in fondo, è l’ anima del punk e la loro versione di Sangue al cuore lo era abbastanza.

3 commenti

1. law il 17. luglio 2006 alle 6:02 pm dice:

ah, richie, quanto è vero, i new cosidetti punkers sono pop preconfezionato all’acqua di rose vestito moda. tristezza! capostipiti: i good charlotte!

2. uedra il 18. luglio 2006 alle 5:12 pm dice:

il problema col revival punk è uno solo: Mtv.

e infatti gruppi come i derozer, le pornoriviste, i peter punk o i more vagina, su mtv non li passano. te li devi andare a sentire nei centri sociali.

3. Loris il 18. luglio 2006 alle 10:57 pm dice:

l’importante nel punk è avere dei volumi alti

Lascia un commento

Puoi usare questi Tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>