RHCP Stadium Arcadium
Il 5 maggio è uscito in Europa il nuovo disco dei Red Hot Chili Peppers, Stadium Arcadium.
Diciamo subito le cose come stanno: i Red Hot Chili Pepper hanno smesso di sollazzarsi con l’ eroina e si sente. Probabilmente il quartetto californiano ora fa vita salutistica e ciascuno ha un’ appagante relazione stabile.
Il risultato quindi è che si prosegue lungo la strada pop rock di Californication (1999) e By the Way (2002). E’ stato duro accettare questo cambio di direzione dopo il monumentale Blood Sugar Sex Magik (1991) e lo stand alone project One Hot Minute (1995). Mi sono sentito tradito sotto l’ aspetto musicale quando le loro sonorità si sono ammorbidite, ma a livello artistico in senso lato devo ammettere che i RHCP risultano ancora molto credibili, non fosse altro che per alcuni video che sono dei piccoli capolavori, cito tra tutti Other Side (nell’ album Californication) firmato da Jonathan Daytone e Valerie Faris che è un omaggio all’ espressionismo tedesco e Can’t Stop (nell’ album By the Way) girato da Mark Romanek che esplicitamente si dichiara “inspired by the one minute scupltures of Erwin Wurm“. E Mark Romanek non è l’ ultimo arrivato, ha girato alcuni dei video più belli degli ultimi 10 anni e ha esordito sul grande schermo con il meritevole One Hour Photo.
E’ stato detto su XL di Repubblica “STAVOLTA NESSUNO È USCITO DAL GRUPPO. NESSUNO È MORTO. NESSUNO SUONA NUDO: È SOLO ROCK’N'ROLL. E CI PIACE”. Concordo.
Del nuovo video Dani California sono molto entusiasta perché l’ intuizione di fare il verso ai vari stili musicali e i relativi portabandiera Elvis Presley, Beatles, David Bowie, Sex Pistols, Prince e Nirvana risulta molto divertente e azzeccata.
Il 7 maggio Mtv ha trasmesso il concerto del tour promozionale registrato sabato 29 aprile all’ Alcatraz di Milano. Un’ ora e mezza di musica tra pezzi nuovi e vecchi. Il nuovo lavoro è imponente: un doppio cd per oltre due ore di durata. Per cui era improbabile che proponessero tutti i nuovi brani ma per quello che ho visto e sentito hanno lavorato bene. Alla fine anche il “volemose ben” a cui si sono votati con il ritorno di John Frusciante dà i suoi buoni frutti. I Red Hot Chili Peppers sono maturati e non sono poi così malaccio.
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12:55 pm |
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5 commenti
1.
law il 06. maggio 2006 alle 2:54 pm dice:
a me invece stanno sui maroni fin da ‘under the bridge’, speravo non sfondassero ma è stato inutile. nel mondo musicale (ma anche letterario…) è così, basta fare un’opera prima col botto e poi sta sicuro che il pubblico si berrà qualsiasi tua scemenza!amen.
2.
law il 06. maggio 2006 alle 4:54 pm dice:
sì, sì, lo so, ma fu il loro disco migliore, quello con cui sfondarono. quello successivo faceva da cagà… non so, detesto la voce di kiedis, poi il funk o come si chiama il loro genere non mi entusiasma. ah, ho visto il video dei tuoi morningwood, notevoli!!baci,law
) scappo a dissanguare il mio conto correnteeee
3.
la regina pigra il 18. maggio 2006 alle 5:20 pm dice:
a me piacciono. visti in cocnerto due anni fa a milano. bravi. bravi (però il concerto sembrava una prova generale va detto) la reine
4.
la regina pigra il 18. maggio 2006 alle 6:59 pm dice:
ahahah richard no… mi hanno dedicata dani fuck off (pensa che amorini!) sto ancora ridendo per la tua meravilgiosa battuta…
5.
Neve il 02. giugno 2006 alle 3:15 pm dice:
per me il lavoro nel complesso non è male, ma frusciante con quell’assolo ha confermato la sua incapacità… è una pura scopiazzata di purple haze di hendrix… scopiazzata, non tributo… è chiarissimo…
c’mon Lea di Leo!!!