L’ amante
Jean-Jacques Annaud mette in scena il best-seller del 1985 di Marguerite Duras. Nel precedente lavoro Il Nome Della Rosa, mi aveva infastidito la libera interpretazione perchè nel film si perdono il respiro filosofico e la miriade di citazioni che caratterizzavano il romanzo. Forse è un bene che non abbia letto il libro stavolta. Questo film ambientato nell’ indocina fine anni 20 è la storia dell’ amore passionale, sessuale tra una adolescente figlia di coloni francesi poveri e un simil playboy cinese, ricchissimo e promesso ad altre nozze che passa i suoi giorni a girare in Rolls tra le risaie e scopare nella sua garçonnière. Una storia di trasgressione: morale, per l’ età della ragazzina, razziale, perché lei è bianca e lui giallo, sociale perché lei è povera e lui proprio no, culturale perché lei è una femmista ante-litteram, e lui è legato alle convenzioni millenarie cinesi.
In questo film l’ amore non trionfa mai se non quando entrambi si rendono conto di averlo perso per sempre.
Tutto è contro i due amanti: per fino loro due consapevoli del fatto che mai avrebbero potuto avere un futuro insieme parlavano del futuro con leggerezza e non perdevano occasione per umiliarsi a vicenda.
Però nelle scene di sesso, per altro sempre intense ma mai volgari, i loro corpi esprimono esattamente il contrario.
Un film veramente gradevole perchè è imponente la cura messa nei particolari e la fotografia è da premio Oscar.
Si narra che per scovare la limousine del fascinoso cinese sono andati fino in Sudamerica perché non c’ era più una Rolls adeguata a portata di mano. E che hanno girato per tutti i porti del mondo, dal Pireo a Singapore, passando dalla Russia, dall’India e dal Canada per trovare il piroscafo che alla fine riporta in Europa la ragazzina. E che la montatrice ha dovuto scegliere fra 153.864 chilometri di pellicola…
Jane March, la ragazzina, e Tony Leung Ka Fai, il cinese, sono bellissimi oltre che bravi. Osservando i glutei sculterei di Tony mi è tornata in mente la richiesta di missy, ma non ho trovato adeguata documentazione fotografica.
La voce “fuori campo” italiana è di Lidia Simoneschi, la straordinaria doppiatrice, fra le altre, di Vivien Leigh-Rossella O’Hara. Ma notevoli sono anche le interpretazione di Jerod il camaleonte-Ned Flanders (il cinese) Francesco Prando e Lisa Simpson (la ragazza) Monica Ward.
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6:51 pm |
Non ho mai avuto un debole per Syria, però il suo viso acqua e sapone e la sua simpatia romana… a volte mi pareva di riuscire a desiderarla fisicamente.
Di questi giorni, un anno fa, vedeva la luce il blog di Richard Gekko sulla piattaforma di 







