Quando mi sono lasciato convincere dagli amici ad andare al Parco Termale del Garda, immaginavo di trovare qualcosa di simile alle Antiche Terme di Giunone, la fonte termale non lontano da casa mia dove ho imparato a nuotare e, insieme a Lello, a molestare le bambine.
Invece c’ era una bella differenza: Mentre a Caldiero l’ acqua zampilla a 26, a Lazise esce a 37 gradi centigradi. Come fai a trovare ristoro dall’ arsura di questi giorni se ci sono 35 gradi fuori dall’ acqua e 37 gradi in acqua? Ti lessi le palle e basta!
Il prezzo d’ entrata per niente popolare (20 euro circa) unito a questo particolare mi ha fatto rimpiangere Caldiero dove ho trascorso moltissime domeniche indimenticabili: tornei di green volley interminabili, palpeggiamenti subacquei, esibizionismi eclatanti… Che bei momenti! L’ anno scorso però ho divorziato dalle Antiche Terme di Giunone perché hanno distrutto i campi da volley e quello da tennis per costruire tre mega scivoli per i mocciosi piagnucolosi.
Ma il rimpianto andò via via affievolendosi con il finire del giorno: il parco termale del Garda è immenso e ci sono due sole strutture adibite a spogliatoio. Tutti quelli intorno a dove eravamo noi preferivano togliersi il costume dove si trovavano senza andare negli spogliatoi dalla parte opposta del parco. Le ragazze più pudiche utilizzavano l’ asciugamano per coprirsi altre invece effettuavano il cambio al volo senza molti problemi. Questo riportò il sorriso sulle mie labbra, se non consideriamo che mi sono dovuto beccare anche le vecchie passere di un paio di befane.
Visto la consistenza dell’ investimento per l’ ingresso la fauna nel parco era molto esclusiva: molte coppie miste, tronchi di gnocca latinoamericana, orientale e sempreverde esteuropea accompagnavano lo sfigato italiano di turno, molto spesso di 15/20 anni più vecchio.
All’ imbrunire tutto cambia:le famiglie con i bambini se ne vanno e nel lago termale restano solo coppiette in cerca di intimità visto l’ inevitabile voglia di scopare che ti mettono le luci soffuse, le bollicine calde dell’ acqua.
Noi nel nostro gruppo eravamo in otto: cinque maschi e tre femmine. Visto che non c’ era una donna a testa con cui tubare come delle tortore abbiamo deciso di facilitare l’ accoppiamento delle altre coppie.
Gli assistenti dei bagnati giravano con delle torce e frugavano tra le bollicine termali in cerca di quelli che si erano spinti troppo in là con le effusioni. Noi otto fingendo scene di sesso lesbo, gay, roventi gang bang e con la ripetuta esibizione di culi e tette, attiravamo l’ attenzione dei bagnini che così lasciavano in pace quelli che volevano provare l’ emozione di scopare in un immensa vasca idromassaggio.