Tokyo Decadence
Nel film Tokyo Decadence, un piccolo capolavoro di Ryu Murakami in cui alcuni critici italiani riconobbero una sorta di Pasolini giapponese, la fanno da padrone sesso esplicito, uso di droga, violenza e linguaggio rude.
Opera prima di Murakami come regista, già affermato scrittore, tratta dal suo romanzo Topaz.
Premiato al Festival di Taormina con il Cariddi d’Argento e musicato con taglio ironico da Ryuchi Sakamoto (premio Oscar per L’ultimo imperatore), narra la storia di Ai, una squillo a domicilio, che con la sua faccia sempre triste e la borsa rossa con gli “attrezzi” del mestiere percorre la metropoli giapponese, soggiacendo alle richieste ora sadiche, ora farneticanti, ora masochiste dei clienti che la contattano tramite la maitresse che dirige la sua agenzia. Ai, interpretata da una tenerissima Miho Nikaido, accetta ogni sorta di umiliazioni, ma alla fine è più dignitosa di tutti i suoi clienti.
In quanto alle “perversioni”, ogni cosa è già stata esplorata dal cinema nipponico e dagli altri media, manga in testa. Anche in Tokyo Decadence, storie e situazioni simili: incontri mercenari, influenti clienti “perversi”, vibratori spinti con forza negli orifizi, palline di silicone impiantate sottopelle sul pene per forzare la penetrazione, cera bollente, corde… Figure di ragazze sopraffatte dal mercato prima di tutto, e clienti che appaiono dei farabutti non per le “perversioni”, ma per i loro business: quello che fanno attrae, quello che sono, a prescindere dall’eros, crea repulsione.
Due episodi che mi hanno colpito.
Una sera, dopo una lunga orgia presso un hotel con un facoltoso cliente, Ai si trova a dover svuotare il borsone col suo armamentario nel bagno femminile di un lussuoso magazzino di Tokyo, alla ricerca dell’anellino che le regalò l’unico uomo che forse l’aveva amata nella sua vita (almeno per un pò).
La ricerca fu inutile ma alcune perfide frequentatrici del bagno intravedendoli, le sottraggono gli attrezzi del mestiere per umiliarla impietosamente, mimandone i gesti e le espressioni… sin quando una di esse non le restituisce il tutto scusandosi.
Lei ringrazia rispettosamente e saluta prima di allontanarsi disperata…
Ai con la sua collega sta eseguendo un bondage estremo su un cliente che avverte: “continuate a stringere anche quando vi imploro di smettere”. Alla fine però quando credono di averlo strangolato scappano impaurite ma il cliente rinviene e le ringrazia per l’ ottimo trattamento.
Navigando sul web ho notato che questo film è un cult per gli amanti del genere BDSM.
In effetti nel film sono toccati tutti i temi cari a quella forma di ricerca estrema del piacere che è il BDSM.
Se qualcuno ancora non sa ancora cosa vuol dire esattamente BDSM due link utili.
Io, come maniaco omicida, preferisco dominare le mie vittime ma non disdegno essere posseduto da una padrona autoritaria.
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9:20 pm |
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13 commenti
1.
luna il 25. giugno 2005 alle 3:43 pm dice:
questo film mi è piaciuto,ma non mi ha fatto impazzire. Si dilunga troppo su certe scene. La ragazza è magistrale nell’interpretazione. penso sia un grido d’allarme per quella società. Un monito.
2.
lawgirl il 26. giugno 2005 alle 8:39 pm dice:
questo film l’ho visto quando ero troppo piccola, dovrei rivederlo con gli occhi di adesso mi sa… il lupo della steppa di hesse, nooooo!!!l’anno scorso sono stata scaricata con quel racconto orribile, non sai che alibi per uomini-merda è quel testo… baci,law
3.
missy il 27. giugno 2005 alle 12:44 pm dice:
Ho visto questo film, e più volte. Prima con un collega che era diventato rosso vicino a me; poi col mio compagno.
Mi è piaciuto molto. Ho colto il senso anche del taglio sociale di un mondo di solitudine (ricordi la ragazza che si prepara, la strada che fa, il suo mutismo).
La scena erotica più bella, quella nella quale mi potrei immedesimare benissimo, è quella alla finestra (la locandina appunto) quando, dopo tempo e tempo, lei comincia a sentire quello che sta facendo, e prova piacere, si scioglie, e al comando cui era prima asservita si sostituisce, con lentezza, il piacere, e mi sembrava che stesse per impazzire. Oltretutto, io amo moltissimo le vetrate dei grattacieli delle metropoli e mi ricordano molto… etc etc…
Missy
4.
missy il 27. giugno 2005 alle 12:47 pm dice:
In particolare, c’è una finestra molto bella al NitewatchClub tra Sunset e Vine, downtown LA.
)
Ma non so se è ancora aperto quel club.
5.
lawgirl il 27. giugno 2005 alle 1:13 pm dice:
gitarella in montagna, uhm!!anche a me hanno rifatto la proposta per fine luglio ma ho appena sentito che hanno trovato una donna sfracellata sulle dolomiti dopo un’escursione.io odio la montagna e odio anche i suoi invasati appassionati!fuorchè richie, ovvio… ah, richie, mi è piaciuto quello che mi hai scritto, sei una persona intelligente, non sai quanto si è reso ridicolo quel coglione ad usare quella scusa, e faceva anche il sofferente!!!in realtà era solo un viziato egoista abituato a piangersi addosso.un verme vergognoso.spero che ora lavori in qualche salina della tua sua regione, lui e le sue mani lunghe 2 cm!ps:richie, cosa ne pensi di quelli o quelle che hanno la lingua corta e appuntita?il tizio in questione aveva pue questa fantastica caratteristica, e ancora oggi mi chiedo se sia normale… credo di aver limonato con un visitor… baci,law
6.
lawgirl il 27. giugno 2005 alle 5:40 pm dice:
sai richie cosa mi piace, tra le altre cose, di te?che leggi i miei post e lasci una traccia di commento pertinente.non è da tutti.ma sei un grande, lo sai.per ‘il lupo nella steppa’, lo scemo aveva fatto copia e incolla del brano in cui il tizio porta la sua poca roba e un paio di libri in una soffitta e silenziosamente ci si trasferisce.è il tipico testo che piace ai paraculi, tanto che lo scemo era un patito del genere, sai, goethe e compagnia bella.quanto si sentiva un giovane incompreso werther!ma và a lavorare, và!34 anni di nullafacente… si vede che l’ho perdonato. eh??
7.
lawgirl il 27. giugno 2005 alle 5:41 pm dice:
ah, richie, grazie per avermi citata, sempre più diva sono!!!uh uh!!baci,law
8.
Jedd il 27. giugno 2005 alle 6:26 pm dice:
Ciao richard…ma non l’ho insultato. L’ho solo portato su campi dell’ironia a lui sconosciuti…todo bien? Jedd.
9.
Lauren il 27. giugno 2005 alle 6:36 pm dice:
hai ragione caro Richard, ma l’esibizione non era in programma, è accaduta per caso.
Ahahah, ho risposto ad And nel mio blog, ahahha, ma ce n’è di gente strana in giro eh?
10.
lawgirl il 27. giugno 2005 alle 6:44 pm dice:
sturm und drang, l’alibi perfetto per il bastardo del terzo millennio.ah, tra l’altro il tizio lo trovi sotto il commento di jed delle 18.23 (il quarto dall’alto in questo momento)… già…
11.
jedd il 28. giugno 2005 alle 9:37 am dice:
Ciao Richard,ho avuto tempo di leggere bene queste tue righe su “Tokyo decadence” e mi sono davero piaciute. Ma in cosa si avvicina a Pasolini secondo te? Pasolini mi sta interessando sempre di più…buona giornata,Jedd.
12.
lawgirl il 28. giugno 2005 alle 3:01 pm dice:
sì, vabbè, va ignorato ormai.ps: credo che morirò dal caldo!!!studiare è impossibile, mamma mia…
13.
La Regina Pigra il 28. giugno 2005 alle 6:12 pm dice:
dear richard mi sono divertita a vedere le foto: sapevo che potevo contare su dite per un’azione dissacratoria verso la nostra amatissima e indimenticata o’ ren. Che dirti: grazie! ciao la reine