16. maggio 2005

Dogma

Dogma Ormai ho un una missione: rivalutare i film stroncati dalla critica.
Dogma tra i critici ha raccolto solo dissensi e dal Vaticano è stato osteggiato. Ragion per cui in Italia è uscito anni dopo.
A giudicare dalle reazioni di chi stava guardando il film accanto a me, presumo che il film non sia stato del tutto capito dai critici.
Sono stato cresciuto da genitori cristiani ultraortodossi e ho studiato dai frati francescani: questo mi ha permesso di capire tutti i riferimenti biblici e teologici del film. Infatti sotto le spoglie di goliardia giovanile si nasconde un serio lavoro di ricerca di informazioni che vanno ben oltre la cultura generale. Citati i vangeli apocrifi e tirati in ballo diversi dogmi di fede per cui alcune battute per me esilaranti non sono state capite dai miei compagni di visione. Facile intuire che la Chiesa ponga il veto su un film allegramente anticlericale che si permette di scherzare pesantemente sull’ infallibilità e la giustizia divina.
Il regista Kevin Smith non carica il film di velleità di insegnamento ma soltanto vuole provocare la riflessione. Come provocatorio è il movimento cattolicesimo wow e la nuova icona del Cristo compagnone: richiamo al bisogno di rinnovamento della chiesa, specie fuori dall’ Italia, dettato dalla necessità di rendere la pastorale più affascinante con il rischio di perdere le radici della tradizione per una sorta di business on demand.
Il messaggio del film in soldoni è che dio, comunque lo si intenda, è amore e perdono.
Linda Fiorentino è Bethany e ascolta la voce di Dio che le chiede di fermare due angeli rinnegati, Matt Damon e Ben Affleck. Durante la strada incontra tra gli altri due profeti e un uomo che dice di essere il tredicesimo apostolo. Alla fine appare Dio sotto le sembianze di Alanis Morissette.
Linda Fiorentino è adorabile: è da troppo tempo assente dal grande schermo, ormai ne sentiamo la mancanza. Il monoespressione Ben Affleck risulta simpatico anche nei panni del cattivo. Salma Hayek nel consueto ruolo di lap dancer: sfoggia una mise da lolita che fa ribollire il sangue.

12. maggio 2005

Opinabile

Vasco ora è laureato!

E… uo… e….
sei un piccolo fiore per me
e l’odore che hai
mi ricorda qualcosa
va bè…
non sono fedele mai
forse lo so

Vasco Rossi dixit
Dall’ album Buoni O Cattivi

Minchia! Un poeta…
Quindi questo è una licenza poetica che ha voluto ribadire orgoglioso anche nel videoclip?

Vasco mi ha rotto le balle, una volta in più che importa oramai.

In quei giorni #2

In quei giorni

E le donne che con quella ci lavorano?
Come fanno in quei giorni pornostar, lap dancer, escort?

11. maggio 2005

In quei giorni #1

Lines Seta Ali Quante volte avevi voglia di fare l’ amore ma la tua partner ti ha detto: “non posso: ho le mie cose!”?
E’ davvero irritante, se poi pensi alle pubblicità della tv in cui si vedono donne dinamiche e sorridenti nelle situazioni più disparate, a cavalcioni di una moto, su un’ impalcatura, in volo col paracadute, in una pista di sci, alle prese con il flusso mestruale più copioso della loro vita ma fresche e sicure perché hanno l’ assorbente che praticamente non si sente. Ma come? Si può fare tutto tranne che il sesso…
Ovvio: le alternative al sesso canonico ci sono ma molto spesso in quei giorni il malditesta femminile è un ostacolo insormontabile nonostante il desiderio indotto dallo squilibrio ormonale.
Ma in quei giorni… Come facevano le donne 2000 anni fa? Non mi risulta che Eva applicasse un lembo di pelliccia lavabile alla sua foglia di fico. Che si arrangiasse con delle foglie secche? Poi andando avanti con gli anni e grazie all’ invenzione dei filati e del tessuto le cose sono notevolmente migliorate.
Ora però intorno ai fatidici cinque giorni si è sviluppato un business colossale: sono andato al supermercato e ho rilevato che le case produttrici leader del mercato sono: Lines, Nuvenia, Carefree e Tampax. Però quello che disorienta un uomo è che ci sono sullo scaffale almeno una cinquantina di articoli diversi: interno, esterno, con ali, senza ali, con canalini, per la notte, lungo, sottile, per perizoma, salvaslip, satin, addirittura ne ho visto uno di colore nero, il che ha sconvolto le mie certezze. Mi sono chiesto: ma se una non soffre di dolori premestruali e usa il salvaslip nero come fa ad accorgersi quando è ora di cambiare l’ assorbente perché quello che indossa ha già assorbito l’ assorbibile?
Penso che nessuna donna si fidi a mandare il suo compagno a prenderle i salvaslip al supermercato, perché è consapevole che lo rivedrebbe tornare, nella migliore delle ipotesi, con in mano la confezione risparmio da 80 pezzi di assorbenti spessi come un mattone e lunghi come una tavola da surf.

09. maggio 2005

Lo sguardo dell’ altro

lo sguardo dell altro Pochi giorni fa softblog.it proponeva un link dove si potevano consultare le incredibili porcate di una normale famiglia di supereroi, Gli Incredibili appunto.
Sciocchezze che lasciano il tempo che trovano.
Io che ho la fissa per le voci dei doppiatori ho trovato più eccitante la voce di Laura Morante nel ruolo di Elastigirl/Mrs Incredibles.
Guardando le immagini mi è tornato in mente un film del 1998: Lo sguardo dell’ altro, del regista Vicente Aranda.
La protagonista è Laura Morante.
In una città spagnola, la trentenne Begonia coltiva l’ossessione di trovare un altro suo Io e accumula annotazioni nel proprio diario sui rapporti avuti con gli uomini.
Il suo diario è un’ apparecchio chiamato GUFO dalle sofisticate potenzialità multimediali, ovvero che riunisce in sé parola scritta, suono, immagine e trascrive il flusso di coscienza.
Il film ci racconta le incessanti e rischiose attività sessuali della nostra Begonia che non si trattiene (quasi) di fronte a niente. Ma malgrado il titolo non viene coccolato il voyeurismo del pubblico perché tutto si limita ad un’ esasperata esibizione di Laura Morante. Sia chiaro: Laura Morante nuda è un bel vedere e con molta maestria ci regala un’ interpretazione che uguaglia La stanza del figlio e Ricordati di me. Però tutto intorno il nulla.
Due scene comunque meritano di essere citate. Quella in cui Begonia si lascia coinvolgere in uno stupro. L’ altra in cui per aiutare un’ amica a prelevare il seme del marito Begonia fa un pompino al marito dell’ amica.

05. maggio 2005

Tipi di donna e tipi di automobile

Tipi di donna e tipi di automobili Voi avete mai paragonato una ragazza ad un’ automobile?
Io sì ed ecco le mie conclusioni finali.
Praticamente, come dimostra la seguente equazione funziona cosi:

bellezza donna:bellezza auto = prestazioni auto:prestazioni donna

dove i fattori di bellezza della donna e dell’auto penso sia chiaro cosa sono, e indubbiamente sono personali, mentre volevo spiegarvi cosa sono gli altri 2 fattori.
Per prestazioni dell’ auto intendo dove si può andare con quella macchina, quindi, un fuoristrada estremo sarà il top come prestazioni perchè con quello si va dappertutto e con una donna con cui si va dappertutto a letto… scusate ma c’è una bella soddisfazione… no?
Però c’ è da tenere presente anche un altro aspetto: con un fuoristrada non si andrà mai ad un ricevimento di gala, perché altrimenti si rischia di fare brutta figura, li ci vuole, chessò, una Ferrari che è sì molto bella però ti costa un botto e non sempre puoi andare dove vuoi. Cioè magari vai forte in autostrada però non puoi andare sullo sterrato quindi grandi soddisfazioni non le da: perché si sà l’ autostrada è diritta… corri corri… ma è monotona.
Leggi tutto il post …

« Post sucessivi   Post precedenti »