17. marzo 2005

Porno anni 70

Per chi come me ha scoperto il porno con Moana Pozzi e Cicciolina, le leggende della gola profonda di Linda Lovelace e dei 30 centimetri di dimensione artistica di John Holmes sono giunte solo come eco.
Ci sono due film che rendono abbastanza bene l’ idea di come era il mondo del porno star system negli anni 70, in che humus sono nate le leggende.

Hardcore (1978, regia Paul Schrader)
Boogie Nights (1997, regia Paul Thomas Anderson)

Hardcore
Hardcore l’ avevo visto in collegio 10 anni fa. Il mio educatore lo teneva sottochiave nella sala audio visivi vicino alle produzioni di Spielberg e Lucas, a fianco dell’ intera collezione Disney ma aveva tolto la custodia originale. Una custodia neutra riportava una didascalia scritta di suo pugno: “film sulla prostituzione”. Quando, dopo il furto delle chiavi, in tre abbiamo organizzato una visione clandestina a notte fonda del film è scoppiato un caso: ma le porno attrici sono prostitute?
Un film crudo che lascia un segno assolutamente indelebile nel bene o nel male: la scena in cui il padre in cerca della figlia si finge produttore per incontrare gli attori che hanno lavorato con la figlia la ricordo benissimo, come se l’ avessi appena vista. Lui con occhiali e parrucca alla Bee Gees riconosce dagli stivali uno degli attori: chiedendogli se conosce una ragazza che corrisponde alla descrizione di sua figlia si sente rispondere dall’ attore che se la ricordava molto bene quella brutta troia perché dopo averglielo succhiato, il cazzo era tutto rosso e gli faceva male. Ovviamente il padre riempie di botte l’ attore sboccalone e riesce a riportare a casa la figlia ma se anche il finale è alla Pretty Woman non sono tutte rose e fiori: ci scappa anche il morto. Il film accende i riflettori su coloro che solitamente operano nella penombra, quelli che traggono vantaggi economici dal porno e li dipinge come sfruttatori violenti.

Boogie Nights
Boogie Nights invece l’ ho visto domenica sera in tivi. Caspita! Io negli anni 70 sono nato per cui non posso avere ricordi per esperienza diretta ma quello che ho visto nel film domenica corrisponde allo stereotipo che ho degli anni 70. Massima cura nella scelta delle location, degli arredamenti (soprattutto per i poster alle pareti e i soprammobili), i vestiti, le acconciature, le macchine, la musica… in somma: Boogie Nights è il manifesto degli anni 70 in chiave porno. Il protagonista del film è Mark Wahlberg che ho recentemente visto in The Italian Job ma che ricordo e apprezzo più per il giovane psicopatico che ci ha regalato in Fear. Si narra la sua ascesa nello star system del porno grazie alle dimensioni del suo pennello. In questo film viene privilegiato l’ aspetto sociale del porno e della vita delle porno star che trovano il loro abitat e la loro vera identità solo nella comune del regista. I protagonisti ispirano quasi tenerezza perchè dal mondo esterno vengono trattati come dei rinnegati mentre all’ interno della loro cerchia riescono a trovare una parvenza di vita normale, dei surrogati di rapporti interpersonali. Boogie Nights ci regala un mondo del porno in conflitto con se stesso: da una parte l’ avvento delle VHS promette nuovi lauti guadagni, dall’ altra parte la fantasia, il genio e la voglia di sperimentare soluzioni nuove dei registi costretti a piegarsi alle regole di mercato, fino a prima ignorate.
La scena in cui la moglie di un tecnico addetto alle riprese si fa sbattere con trasporto davanti ad un folto pubblico di guardoni mi ha fatto morire. Il marito chiede spiegazioni e lei: “Per favore! Non rompere come al solito!”. Incredibile.

4 commenti

1. preci il 17. marzo 2005 alle 11:25 am dice:

cazzo, lì ho visti entrambi anch’io!!!

2. rick_deckard il 17. marzo 2005 alle 6:26 pm dice:

ho visto solo il primo, più di 15 anni fa, ero alle superiori, ma me lo ricordo molto bene, mi aveva colpito.
Tutt’ora ricordo la scena in cui, credo fosse un peep show, attraverso un vetro c’è lei che spalanca le gambe e appoggia i piedi sul vetro perchè lui possa guardarle in mezzo alle coscie.

ciao

3. richard gekko il 02. maggio 2005 alle 3:53 pm dice:

In questi giorni ho visto una raccolta dei migliori video di John Holmes.
Superato l’ inevitabile complesso d’ inferiorità dopo i primi minuti di visione ho cercato di guardare le scene con spirito critico. Un pisello di 30 cm ti distrae un po’ però sono riuscito a cogliere le differenze con il porno odierno.
Nessuna scena anal, donne molto pelose, posizioni canoniche che non implicano particolari doti acrobatiche o snodabilità articolare, audio in presa diretta senza i mogugni e le grida isteriche delle doppiatrici.

Invece un po’ di tempo fa ho visionato anche Wonderland in cui un bravissimo Val Kilmer mostra quanto in basso sia caduto The Legend nella fase calante della sua carriera.

4. Renato il 18. novembre 2010 alle 4:57 pm dice:

Che tempi allora! Era il 1974 e avevo 18 anni abito in una città italiana a circa 25 km dalla prima città francese Menton mi ricordo che andavamo ogni tanto a vedere i film porno, ma porno come quelli che si vedono adesso qui…, a quei tempi in italia nisba.

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